Disco della settimana: Other Lives “For Their Love”

Il ritorno sulle scene degli Other Lives. La band dell’Oklahoma presenta su Play It Again Sam il nuovo materiale dopo Rituals, pubblicato nel 2015.

Dopo Rituals, pubblicato nel 2015, il trio formato da Jesse Tabish (piano, chitarra e voce), Jonathon Mooney (piano, violino, chitarra, percussioni e tromba) e Josh Onstott (basso, tastiere, percussioni, chitarra e seconda voce) ritorna con l’attesissimo seguito For Their Love, una raccolta di dieci tracce che, pur richiamando i lavori passati, apre una nuova prospettiva nei lavori della band. Abbandonati infatti gli elementi elettronici gli arrangiamenti si fanno sontuosamente acustici con evidenti riferimenti morriconiani.

Arrivati dall’Oklahoma nel 2011 con gli arrangiamenti cinematografici e le melodie riflessive del loro album d’esordio Tamer Animals, gli Other Lives hanno avuto l’evidente  capacità di evocare i paesaggi tipici delle praterie della loro terra d’origine.

Il nuovo album prende il titolo da uno dei primi brani composti e il fulcro creativo e frontman della band Tabish rivela: “Il titolo dà l’idea di qualcosa che sia inclusivo e di ampio respiro, rappresenta il percorso che abbiamo voluto intraprendere”.

L’album è stato anticipato da “Last Day”, primo brano estratto dal nuovo lavoro che viene accompagnato da un video.

Alle registrazioni, autoprodotte, hanno preso parte anche Kim, moglie di Tabish che ha prestato la sua voce, e il batterista Danny Reisch che aveva già lavorato con il trio durante le registrazioni di Rituals.

Così Tabish sul disco: “L’album è un disco che riflette il sentimento umano nell’attuale situazione. L’economia e la politica che sovrastano sull’individuo, mentre quest’ultimo deve ancora combattere per trovare il significato della propria esistenza. Il denaro, l’amore e la morte sono cose reali e difficili da affrontare, nel disco ci sono domande, osservazioni, lamenti nel tentativo di trovare una minima speranza in sè stessi. Le persone a volte si avventurano in attività spirituali, religiose o istituzionalizzate. La mia speranza personale è scoprire che la loro considerazione di sè è più importante di qualsiasi cosa sia stato loro insegnato o predicato”

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