Deposito nazionale nucleare. Due aree potenziali anche in Toscana

Deposito nazionale

La costruzione del deposito nazionale per i rifiuti radioattivi di bassa e media intensità e del Parco tecnologico annesso, prevede dei benefici economici per il territorio che lo ospiterà, sono stati identificati diversi siti in alcune regioni d’Italia. Ma chi lo vuole?

Anche in Toscana, secondo la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) pubblicata sul sito della Sogin, sono 2 i luoghi potenzialmente idonei per il deposito nazionale delle scorie nucleari: Pienza-Trequanda in provincia di Siena e Campagnatico in provincia di Grosseto.

“Il decreto legislativo n.31 del 2010, al fine di massimizzare le ricadute socio-economiche e occupazionali legate al progetto, riconosce al territorio che ospiterà il Deposito Nazionale e Parco Tecnologico un contributo di natura economica, secondo modalità che gli Enti Locali interessati regoleranno attraverso la stipula di una specifica convenzione con Sogin – si spiega sul sito del deposito nazionale – Tutti i paesi nei quali è in corso la realizzazione di depositi per i rifiuti radioattivi hanno adottato un sistema di benefici diretti e indiretti per le comunità che ospitano questi impianti, non solo come indennizzo per la porzione di territorio che sarà occupata per un lungo periodo, ma anche per riconoscere una forma di valore aggiunto alle comunità che accettano di partecipare alla realizzazione di un servizio essenziale per lo sviluppo del Paese”.

“Il contributo – si legge ancora – sarà formalizzato con un decreto del ministro dello Sviluppo Economico, di concerto con il ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e con il ministro dell’Economia e delle Finanze”.

In particolare, per quanto riguarda il valore aggiunto per le comunità locali dalla costruzione del il Parco Tecnologico, l’idea di affiancarlo al Deposito Nazionale “risponde all’esigenza di consentirne una maggiore integrazione con il territorio che lo ospiterà, attraverso la prese;nza di attività che potranno essere concordate con le comunità locali. Queste attività saranno in grado di rafforzare il ‘valore aggiunto’ per il territorio, con il coinvolgimento di istituzioni, università, associazioni e imprese locali”.

Oltre a quelli della Toscana questi gli altri siti potenzialmente idonei:

8 in Piemonte. Due in provincia di Torino: Caluso-Mazzè-Rondissone e Carmagnola. Sei in provincia di Alessandria: Alessandria-Castelletto Monferrato-Quargnento, Fubine-Quargnento, Alessandria-Oviglio, Bosco Marengo-Frugarolo, Bosco Marengo-Novi Ligure, Castelnuovo Bormida-Sezzadio.

4 in Sicilia. Si trovano nelle province di Trapani, Palermo e Caltanissetta. Nel dettaglio, i Comuni sono Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana, Butera.

14 in Sardegna. Quattro siti sono nella provincia di Oristano e dieci in comuni nel sud della Sardegna. Nel dettaglio, i comuni interessati dalla costruzione del deposito nucleare e del parco tecnologico sono: Siapiccia, Albagiara, Assolo, Mogorella, Usellus, Villa Sant’Antonio, Nuragus, Nurri, Genuri, Setzu, Turri, Pauli Arbarei, Tuili, Ussaramanna, Gergei, Las Plassas, Villamar, Mandas, Siurgus Donigala, Segariu, Guasila, Ortacesus.

22 nel Lazio. Sono 22,tutti in provincia di Viterbo i luoghi potenzialmente idonei nel Lazio per il deposito nazionale delle scorie nucleari secondo la carta Cnapi: Ischia di Castro,Canino-Cellere-Ischia di Castro,Montalto di Castro 1,Montalto di Castro2,Canino1,Tessennano-Tuscania, Arlena di Castro-Piansano-Tuscania, Piansano-Tuscania,Tuscania,Canino-Montalto di Castro1,Canino 2,Arlena di Castro-Tessennano-Tuscania,Arlena di Castro-Tuscania 1,Arlena di Castro-Tuscania2, Canino-Montalto di Castro 2, Tarquinia-Tuscania,Soriano nel Cimino, Soriano nel Cimino-Vasanello-Vignanello, Gallese-Vignanello,Corchiano-Vignanello, Corchiano-Gallese,Corchiano.

7 in Basilicata. In Basilicata sono state individuate sette aree potenzialmente idonee per la costruzione del deposito nazionale nucleare, tutti in provincia di Potenza, uno interessa anche la provincia di Matera. Sei aree ricadono nel comune di Genzano di Lucania (Potenza). Interessati anche in un caso il territorio del comune di Irsina (Matera) insieme a Genzano di Lucania e in un altro caso aree ricadenti nei territori dei comuni di Acerenza e Oppido Lucano (Potenza).

3 in Puglia. L’area di Gravina in Puglia in provincia di Bari. Ci sono anche i comuni di Altamura (in provincia di Bari) e Laterza (in provincia di Taranto) indicati per un’area individuata in condivisione con Matera in Basilicata.

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