Cortona on the Move, seconda puntata

Cortona on the Move, festival di fotografia documentaristica contemporanea, è dedicato quest’anno alle donne fotografe che raccontano il mondo. Vediamo  i progetti più interessanti.

Cortona on the Move, come ho già scritto, dedica molto spazio ad Elinor Carucci. Infatti a lei, israeliana trapiantata a New York, classe 1971, è riservata un’ampia mostra monografica nel cuore della fortezza del Girifalco. Il titolo dice tutto: la mostra si chiama Getting Closer, becoming mother: about intimacy and Family. 1993 -2012.

Si tratta di un lavoro molto noto tra chi si interessa di fotografia, perché raccoglie immagini pubblicate in due libri di cui si è discusso molto: Closer, che è del 2002, e Mother, del 2013. Entrambe contengono immagini realizzate con un candore e una sincerità così intensi da essere sconcertanti. Nel primo Elinor Carucci osserva i suoi genitori, nel secondo racconta tutte, ma proprio tutte, le gioie e i dolori del diventare madre.

Se a Cortona on the Move Elinor Carucci racconta cosa voglia dire essere donna, Debi Cornwall racconta invece un mondo così al testosterone che più maschile non si può. Anche il suo lavoro è ospitato all’interno della fortezza, e anche Welcome to Camp America: Inside Guantanamo Bay è molto noto e raccolto in un libro dello stesso titolo, pubblicato nel 2017.

Si tratta di un lavoro strepitoso, che lascia il segno. E’ stato realizzato dentro, fuori e intorno al centro di detenzione americano di Guantanamo Bay a Cuba. Racconta dei detenuti e dei loro carcerieri osservando tutto con uno sguardo lucido che non cede mai al sentimentalismo. Il lavoro segue poi alcuni degli uomini che sono stati rilasciati senza che sia stata formalizzata contro di loro nessuna accusa, anche dopo anni e anni di detenzione.

Debi Cornwall, che ha esercitato per 12 anni il mestiere di avvocato dei diritti civili negli Stati Uniti, si è sottoposta a una trafila lunghissima per avere i permessi necessari a fotografare nel campo e ha dovuto poi sottostare a una infinità di regole (dettagliate in un documento di 12 pagine che le è stato consegnato appena messo piede sull’isola). Per esempio ha dovuto sviluppare da sola i suoi negativi mentre due militari la tenevano sott’occhio e poi controllavano la fotografie una ad una, come si vede nell’immagine qui sotto.

Nelle sue fotografie non appare nessun volto. Ma i corpi parlano. Anzi, urlano.

 

Margherita Abbozzo. (2, continua)

Le fotografie realizzate a Cortona on the Move edizione 2018 sono tutte mie. La terzultima e l’ultima immagine sono invece entrambe di Debi Cornwall.

La terzultima:  Djamel (Algeria). Prigioniero per 11 anni, 11 mesi, 18 giorni; assolto 2008 & 2009; rilasciato 2013; accuse mai formalizzate negli US.

L’ultima che è la stessa poi della copertina: Smoke Break, Camp America.

 

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