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Ven 13 Mar 2026
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Corte dei Conti: in Toscana aumentano condanne, ma carenze organico e riforma preoccupano

Nel 2025 in Toscana torna a salire l’importo delle sentenze di condanna della Corte dei Conti, 3,616 milioni di euro contro i 2,994 dell’anno precedente, ma ancora ben distante dagli oltre 11 milioni del 2023.

Nel dettaglio l’importo delle condanne è di 2,974 milioni a cui vanno aggiunti 621mila euro dalle sentenze con cui sono stati definiti i riti abbreviati, e altri 20mila euro relativi al rito sanzionatorio. E’ quanto emerge dalla relazione del procuratore regionale della Corte dei Conti della Toscana, Massimo Chirieleison, illustrata oggi a Firenze in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Sempre su fronte dei numeri, lo scorso anno i danni contestati dalla Corte sono superiori a 27 milioni di euro, notificati 66 inviti a 131 presunti responsabili, 58 gli atti di citazione in giudizio, +23,4% sul 2024. I convenuti in giudizio sono stati complessivamente 100. Significativi gli importi recuperati: 1,782 milioni in esecuzione delle sentenze di condanna in primo e secondo grado, 467mila euro in seguito definizione del giudizio in rito abbreviato in primo grado e 56mila già in corso d’istruttoria o a seguito di invito a dedurre, prima dell’introduzione del giudizio con il deposito dell’atto di citazione.

In diminuzione rispetto al passato gli atti di citazione in appello alle sentenze di primo grado, 2 contro i 9 del 2024. 2692 le istruttorie pendenti al 31 dicembre 2025, 1333 le archiviazioni. Tempi più che dimezzati per la definizione dei giudizi, con una media nel 2025 di 362 giorni, in calo del 59,42%.

“Questi risultati sono gratificanti – le parole di Chirieleison – ma l’obiettivo è di fare sempre di più e meglio per soddisfare il bisogno di giustizia, che sentiamo come un dovere ineludibile”Corte Conti, in Toscana nostro personale amministrativo è metà del previsto
‘Dotazione non adeguata alle esigenze’

La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana denuncia però  una scopertura del personale amministrativo pari al 50% rispetto alla dotazione organica complessiva. E’ quanto ha ricordato il presidente Angelo Bax, nella relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario della magistratura contabile questa mattina a Firenze.
“Carente appare la dotazione effettiva del personale amministrativo, non adeguata alle esigenze istituzionali. A fronte di una tabella organica di diritto costituita da 15 unità, di cui sette funzionari e otto assistenti – ha detto – l’organico in servizio nel 2025 è stato pari a sette funzionari e tre assistenti, con una scopertura pari al 50%”. La carenza nel 2024 era pari al 41,8%. “I funzionari amministrativi sono probabilmente più importanti dei magistrati – ha sottolineato ancora Bax – perché sono decisivi nello studio dei giudizi di conto”.
Sul fronte del personale della magistratura, invece, rispetto all’organico di diritto, manca un giudice, cinque anziché sei.

E poi c’è la preoccupazione per quello che potrebbe cambiare con la riforma della Corte. “Siamo un po’ preoccupati per la riforma, la legge 1 del 2026 che ridisegna le funzioni della Corte”, tuttavia “speriamo che in sede di esercizio della delega si riequilibri il rapporto tra chi svolge attività di controllo e chi verifica la commissione di illeciti erariali. Questa è una funzione che ci deriva dalla Costituzione e una legge va confrontata anche con la Costituzione” ha affermato ancora  Bax.

“Noi faremo il nostro nostro dovere sia nell’applicare la legge, sia nel sollevare punti di criticità”, ad esempio quelli “che hanno riguardato, già a normativa vigente, la configurazione della colpa grave che è un elemento cardine”. “Comunque – sottolinea – applicheremo la normativa in adesione ai valori costituzionali e anche dell’Unione Europea, perché come dice anche la nostra Corte Costituzionale, che tanto ci insegna, il diritto va interpretato con la prevalenza del diritto eurounitario, oltre che alla luce della Costituzione”.
Uno dei punti in discussione, ha ancora spiegato, è il rischio che la Corte dei Conti passi da organo di controllo a organo di consulenza. “La normativa prevede che si pronunci su singole questioni specifiche, quindi come un consulente, come un legale, come un commercialista” e ciò “può determinare la perdita della terzietà. Noi l’abbiamo segnalato”. Tuttavia “si spera che nell’esercizio della legge delega vengano definiti bene i contorni della funzioni”.

Per quanto riguarda invece il bilancio del 2025, ha commentato Bax, “sottolineiamo gli aspetti di un proficuo controllo, reso sia in sede di sezione di controllo sia in sede di accertamento di responsabilità. Abbiamo notato un attento esercizio delle funzioni da parte dei pubblici funzionari con alcune eccezioni. Abbiamo anche notato nell’ambito della responsabilità sanitaria un un alto livello delle prestazioni rese dai medici”, con “errori” che però “fan parte della ripetuta attività sanitaria” e “ci possono essere statisticamente. Nel complesso siamo soddisfatti”.