Confagricoltura Toscana: “Stop ai dazi o l’agricoltura toscana rischia l’estinzione”

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Immagine di repertorio

“La speranza è che Ue e Usa si siedano a un tavolo e raggiungano subito la pace perché anche in una guerra commerciale così come nelle guerre vere le vittime saranno famiglie e imprese e tante se ne conteranno in Toscana”, così Marco Neri, presidente di Confagricoltura Toscana, commenta la guerra dei dazi. “In una lotta tra giganti resta schiacciato quel tessuto di imprese che rappresenta l’ossatura dell’economia italiana”, ha dichiarato.

Neri ricorda che l’export agroalimentare toscano nel 2018 verso gli USA è stato pari ad oltre 663 milioni di euro, in calo del 3,3% rispetto al 2017. Essi sono il primo mercato di sbocco: infatti il totale export verso tutto il mondo è 2,2 miliardi. Nel primo semestre 2019, si legge nel comunicato, export agroalimentare toscano verso gli Stati Uniti vale oltre 317 milioni di euro, in linea con il 2018.

L’agroalimentare rappresenta infatti il 5% del totale export regionale. Alcuni prodotti agroalimentari inoltre sono sovrabrand rispetto al made in Tuscany e quindi sono straordinari ambasciatori della toscana nel mondo. Rappresentano un potenziale di immagine delle cui ricadute beneficiano anche tutti gli altri settori produttivi.

“Le nostre aziende agricole – spiega ancora Neri – vivono una fase molto difficile strette da una parte dalla crisi dei consumi interni delle famiglie italiane. Inoltre, la pressione sempre più insopportabile delle grande distribuzione abbassa costantemente i prezzi riducendo i ricavi. Se a questa situazione negativa fosse aggiunto anche un blocco diretto o indiretto all’export allora sarebbe un disastro probabilmente irrecuperabile”.

“La politica dovrebbe occuparsi subito di questa emergenza e quindi da una parte far capire alla Ue che la trattativa con gli Usa per bloccare sul nascere lo scontro commerciale va fatta e va portata a buon fine. Dall’altra – conclude – servono, sia a livello nazionale che regionale, misure di sostegno agli agricoltori e agli allevatori proprio per prevenire situazioni che una volta innescate non sono più recuperabili”.

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