Concorsi truccati: Cassazione revoca sequestri a 3 docenti

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“Con l’annullamento del sequestro di tutto il materiale informatico che era stato prelevato dallo studio dei tre docenti è stato affermato un principio di civiltà sulla inviolabilità del segreto professionale” così l’avvocato Riccardo Olivo, difensore dei tre docenti di diritto tributario imputati di truccare i concorsi.

Lo hanno reso noto gli avvocati Lorenzo Zilletti e Olivero Mazza, legali di Tesauro. La Cassazione, si evidenzia, ribaltando la decisione del tribunale del riesame di Firenze, ha disposto la restituzione dei supporti informatici già sequestrati ai tre professori e delle copie forensi che erano state estrapolate.

“L’importante decisione della Corte – affermano Mazza e Zilletti – sancisce l’illegittimità di sequestri indiscriminati dei contenitori di dati informatici, riconoscendo meritevoli di tutela il diritto alla riservatezza e al segreto professionale”.

“Con l’annullamento senza rinvio deciso dalla Cassazione del sequestro di tutto il materiale informatico, pc, smartphone, chiavette usb, che era stato prelevato dallo studio dei tre docenti e avvocati tributaristi che hanno fatto ricorso contro questo prelievo coatto così indiscriminatamente invasivo, è stato affermato un principio di civiltà sulla inviolabilità del segreto professionale, sulla tutela della corrispondenza e della vita privata che spesso vengono travolte dalle indagini di molte procure il cui operato viene poi avallato dal riesame, come in questo caso”. Lo ha sottolineato l’avvocato Riccardo Olivo che ha difeso in Cassazione Eugenio Della Valle che, insieme a Francesco Tesauro e Angelo Contrino, è uno dei tre fiscalisti finiti nell’inchiesta della Procura di Firenze su una presunta ‘cupola’ nei concorsi universitari dei tributaristi. Solo loro su una quarantina di indagati si sono rivolti alla Cassazione.

“Nel materiale sequestrato c’erano infiniti dati, come la corrispondenza con clienti su questioni fiscali, uno degli indagati poi lavora anche per uno studio fiscale tra i maggiori al mondo e sono stati sequestrati anche dati relativi a questa collaborazione e a una clientela su vasta scala, sono state sequestrate bozze di libri e pubblicazioni in via di stesura o correzione, e poi anche il materiale della vita privata vera e propria di questi professionisti: tutto è avvenuto in violazione di norme di rango costituzionale e convenzionale, e dei principi fissati dalla Corte di Strasburgo in tema di diritti umani”, ha spiegato Olivo.

“Questa decisione della Cassazione fa capire che con la scusa dell’indagine penale non possono essere compromessi beni primari: per non parlare del fatto che la polizia giudiziaria di questa inchiesta è la Guardia di finanza che con il sequestro di questo materiale, in circa una quarantina di studi tributari importanti, può aver avuto accesso a molti dati e ‘intenzioni’ fiscali dei contribuenti violandone la segretezza”, ha concluso Olivo, soddisfatto della decisione.

L’annullamento senza rinvio dell’ordinanza di convalida del sequestro emessa dal Tribunale del riesame di Firenze lo scorso otto novembre, è stato disposto dalla Sesta sezione penale della Suprema Corte che ha annullato anche i decreti di sequestro del pm dello scorso 22 settembre e ha ordinato “la restituzione di tutto il materiale sequestrato e delle eventuali copie dei dati informatici eseguite”

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