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Mer 4 Feb 2026
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Coldiretti, in Toscana triplicati i casi di peste suina

Dalla protesta del 6 novembre, che richiamò in piazza del Giglio a Lucca centinaia di allevatori ed agricoltori da tutta la Toscana i casi dei cinghiali infetti in Toscana sono triplicati.

“Dalla protesta del 6 novembre, che richiamò in piazza del Giglio a Lucca centinaia di allevatori ed agricoltori da tutta la Toscana per chiedere di applicare gli interventi e le misure previste dall’ordinanza commissariale per fermare il contagio, i casi dei cinghiali infetti in Toscana sono triplicati. Il numero di esemplari riscontrati positivi alla Psa al momento del ritrovamento delle carcasse o in seguito all’attività di abbattimento, sono infatti passati in tre mesi da 88 a 268 cinghiali”. Così, in una nota, Coldiretti Lucca.
“Sono 44 i comuni, tra Massa Carrara, Lucca e Pistoia inseriti nelle zone di restrizione previste dal piano di emergenza nazionale. Un perimetro vastissimo all’interno del quale le attività di depopolamento dei cinghiali stanno avvenendo a rilento mettendo a dura prova le produzioni delle aziende agricole e gli agriturismi del territorio che subiscono ingenti danni dalla fauna selvatica”, sottolinea ancora Coldiretti Lucca che punta il dito: “verso la burocrazia e lo scarso coordinamento sul territorio toscano che, all’atto pratico, si traducono in difficoltà e rallentamenti nella messa in atto delle ordinanze commissariali da parte degli attori coinvolti nell’emergenza sanitaria nazionale: Regione Toscana, Azienda sanitaria locale, Provincia, Ambiti territoriali di caccia”. Infine, secondo Coldiretti, “in Toscana sono state disattese le aspettative di numerosi agricoltori e allevatori, costretti da oltre due anni a convivere con pesanti limitazioni nelle attività di allevamento e difficoltà nelle attività agricole e turistiche. Nei comuni inseriti nelle zone di restrizione, infatti, oltre all’obbligo di rispettare rigide norme sanitarie nella gestione degli allevamenti e nella movimentazione dei suini domestici, sono previste restrizioni anche alle attività all’aria aperta nei boschi. Il clima di esasperazione e frustrazione che si vive in queste aree, dove il numero dei cinghiali è ormai fuori controllo, comporterà nuove future proteste da parte di Coldiretti in mobilitazione permanente”.