Carrara: sciopero marmo, in piazza anche imprenditori

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“Sì alle cave per più lavoro per tutti, più sicurezza, regole certe e più sviluppo sostenibile per il territorio”: così era scritto sullo striscione di Fillea Cgil e Feneal Uil che stamani a Carrara (Massa Carrara) ha aperto il corteo dei cavatori del marmo in sciopero, protesta a cui hanno aderito per la prima volta anche gli industriali.

In circa 500 si sono radunati davanti allo stadio per sfilare poi lungo le strade cittadine assieme ad un altro migliaio di operai arrivati anche da Lucca.
Lo sciopero, a cui non ha aderito la Cisl, è stato indetto per il timore di un’eventuale paralisi del settore visto l’avvicinarsi della scadenza del 5 giugno entro la quale il Comune di Carrara deve approvare i piani attuativi dei bacini estrattivi per definire le nuove modalità di lavorazione, in base alla nuova legge regionale.

Cavatori, imprenditori e anche i camionisti che trasportano il marmo a valle sono preoccupati per il futuro del settore lapideo e chiedono un tavolo con Comune di Carrara e Regione Toscana.
Riguardo alla Cisl lamenta “l’incertezza dell’amministrazione comunale che ancora non ha presentato il nuovo regolamento degli agri marmiferi che dovrebbero prevedere la gara per l’affidamento delle concessioni di cava avendo come requisito oltre alla garanzia dell’occupazione e sicurezza, l’obbligo di lavorare in loco almeno il 50% dei blocchi escavati”.

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