Bracconaggio dei conigli all’Isola del Giglio: prima condanna dopo la denuncia LAV

Prima importante condanna per l’uccisione illegale dei conigli selvatici sull’Isola del Giglio.

Il G.I.P. del Tribunale di Grosseto ha emesso un Decreto Penale di Condanna nei confronti di un residente locale riconosciuto responsabile dell’uso di un cappio di acciaio, uno dei casi denunciati dalla LAV (Lega Anti Vivisezione) in questi anni. L’Isola del Giglio, infatti, che rientra nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, è da sempre interessata da una diffusa attività di bracconaggio nei confronti dei conigli selvatici. Gli animali vengono catturati e uccisi con metodi illegali e cruenti, quali i lacci di acciaio, appunto, che uccidono per soffocamento e le “schiacce”, costituite da grandi pietre che uccidono i conigli per schiacciamento.

Grazie ad una collaborazione avviata tra LAV e Fondazione ValleVegan, dal 2015 sull’isola sono state installate numerose fototrappole che hanno consentito di individuare alcune persone responsabili di atti illegali di uccisione di animali. Tutto il materiale video fotografico raccolto è stato quindi allegato alle numerose denunce depositate presso i Carabinieri Forestali. Anche la trasmissione Striscia la Notizia, con Edoardo Stoppa, è intervenuta per denunciare il grave clima di illegalità diffusa in danno degli animali.

 

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