Mar 16 Apr 2024

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Blitz ambientalista, quattro denunciati a Firenze

Blitz degli ambientalisti del movimento Extintion Rebellion la notte scorsa nel centro di Firenze, dove i volti di alcune statue sono stati coperti con una maschera di cartapesta rappresentante un teschio con dei rami al posto dei capelli e una ‘x’ sulla bocca.

Blitz ambientalista: quattro attivisti, tre uomini e una donna di età compresa tra i 26 e i 60 anni, residenti nelle province di Firenze e Lucca, sono stati denunciati dalla polizia per deturpamento di beni di interesse storico artistico. Secondo quanto riferito, intorno alle 2.50 un cittadino ha contattato il 113 dicendo di aver visto quattro persone coprire con una maschera la statua raffigurante il generale Manfredo Fanti, in piazza San Marco.

Gli attivisti sono stati individuati e fermati poco dopo dalla polizia, anche grazie alle telecamere di sorveglianza cittadine, mentre con l’aiuto di un bastone sistemavano una maschera analoga sulla testa della statua di Ferdinando I de’ Medici, in piazza Santissima Annunziata.

Poco prima avevano messo un’altra maschera in piazza San Lorenzo, sulla testa della statua di Giovanni dalle Bande Nere. Sul posto sono intervenuti agenti della squadra volante e della Digos. Le statue non hanno riportato danni.

Extinction Rebellion è stato fondato nel 2018 in Gran Bretagna ma da allora si è espanso in vari Paesi, Italia inclusa. L’approccio è lo stesso ovunque: disobbedienza civile, non-violenta, e azioni dimostrative più o meno spettacolari.

Chiediamo loro di spiegarci i motivi per cui hanno deciso di impegnarsi in prima persona per il clima. «Ci riguarda tutti. Per esempio, io sono di Como e nel paesino di fianco al mio ieri c’è stata un’altra frana, dopo quelle che abbiamo vissuto quest’estate. Ho amici che hanno visto la loro casa distrutta», racconta Giacomo, 24 anni, mentre distribuisce volantini ai passanti. «Per me lottare è una necessità», spiega invece Victoria, «sento che i problemi del nostro tempo sono tanti e che sono tutti legati tra loro: non se ne può risolvere uno solo, bisogna affrontarli tutti». Anche Fabio è stato spinto all’azione da un analogo senso di urgenza: «Avevo bisogno di fare qualcosa di più che informarmi e basta. Prima cercavo di parlarne soprattutto con gli amici e i conoscenti, ma ho capito che non poteva bastare». Giulia stringe forte il cartello con scritto “Il clima è già cambiato” e dice: «Io ho deciso di agire perché ho paura. I dati allarmanti e le risposte del tutto inadeguate date finora dai governi mi hanno fatto perdere fiducia nel futuro. Ci ho pensato molto e ho deciso, per questo, di non avere figli. Ecco perché sento di dover dare tutto: non ne va solo della mia vita».

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