Bekaert, sospesi licenziamenti per un altro mese. Uliano (CISL): ora negoziato serio

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Il sì di Bekaert alla proroga dei termini della procedura di licenziamento degli operai dello stabilimento di Figline Valdarno (Firenze) del gruppo belga, è arrivato oggi in occasione del primo incontro in sede istituzionale, presso l’Agenzia regionale Toscana per l’impiego a Firenze, sulla procedura di licenziamento. In occasione della riunione è stato concordato che le parti si ritroveranno il 3 settembre, data dalla quale ripartiranno i termini della procedura.

Ferdinando Uliano, segretario nazionale della Fim-Cisl, ha commentato così il risultato ottenuto: “Siamo riusciti ad evitare che il 4 settembre partissero le lettere di licenziamento per i 318 dipendenti” della Bekaert. “Ora si apra un negoziato serio”.

“Non era scontato- prosegue Uliano- l’azienda aveva rifiutato anche davanti al Ministro Di Maio la richiesta di sospensione. Ora in sede regionale, grazie alle iniziative dei lavoratori e alla nostra pressione, ha accolto la richiesta di allungare la fase di confronto con le organizzazioni sindacali fino al 3 ottobre 2018”.

“I problemi rimangono, la vertenza è difficile e molto complicata per il rilevante impatto occupazionale e perché l’azienda non ha modificato la propria posizione. L’azienda – sottolinea il sindacalista – non può pensare di scaricare addosso ai lavoratori gli effetti delle sue scelte, deve aprire con il sindacato un confronto vero ed assumersi tutte le responsabilità sociali verso i lavoratori e verso il territorio”- ha concluso Uliano.

Anche il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi ha commentato la vicenda: “Siamo di fronte ad una prima, se pur insufficiente, apertura da parte di Bekaert. Una dilazione che era dovuta, anche solo per buon senso, dato che si evita il confronto a Ferragosto”.

“Ora – aggiunge Rossi – ci aspettiamo che al prossimo incontro, con ragionevolezza e senso di responsabilità verso un territorio e lavoratori che tanto hanno dato in termini di competenza e impegno lavorativo, alla Pirelli prima ed alla Bekaert dopo, venga accolta la richiesta che ripropongo, e che è presente nella posizione dei lavoratori e dei sindacati, per una sospensione più lunga della procedura che possa permettere di verificare e costruire soluzioni serie e credibili per un futuro produttivo del sito di Figline e per il lavoro dei dipendenti coinvolti dai licenziamenti. La Regione come sempre farà la sua parte”.

Le organizzazioni sindacali, si legge inoltre in una nota della regione, pur concordando sulla dilazione di un mese, hanno ribadito che si tratta di tempi non congrui per un vero progetto di reindustrializzazione del sito di Figline.

“Lo  slittamento di un mese è  utile ma non sufficiente” dichiara invece Daniele Calosi, segretario fiorentino della Fiom, “Si tratta comunque della prova che la determinazione della Fiom e dei lavoratori paga e che la procedura può essere modificata o anche ritirata. Il nostro obiettivo, come sosteniamo coerentemente dal 22 giugno, resta la reindustrializzazione del sito produttivo e la salvaguardia dell’occupazione. La Fiom chiederà un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico prima del 3 settembre ed esorta sin da ora il Governo ad utilizzare il tempo guadagnato per giocare un ruolo vero in questa trattativa. Se il Ministro Di Maio è davvero contro le delocalizzazioni metta da parte gli slogan, si presenti al tavolo e ce lo dimostri coi fatti. La Fiom siederà al tavolo per contrattare il lavoro, non le buone uscite.

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