Bekaert: Di Maio, vittoria dei lavoratori e simbolo Stato dalla parte di chi non delocalizza

Calosi (FIOM) e l'ex ministro Di Maio ai cancelli della bekaert
Foto di archivio

“Questa non è una vittoria mia, io ho fatto solo il mio dovere di ministro, la battaglia l’hanno fatta loro, i lavoratori, che hanno portato la Bekaert all’attenzione del mondo. Credo che mantenere le promesse sia un dovere”. Lo ha detto ieri sera il vicepremier Luigi Di Maio a margine dell’assemblea dei lavoratori Bekaert a Figline Valdarno (Firenze).

“Queste persone devono tornare a lavorare perché ne hanno tutto il diritto – ha aggiunto Di Maio -. Questa vicenda è il simbolo di uno Stato che sta dalla parte di chi non delocalizzazione e vuole investire in Italia. Di fronte ad una multinazionale che se ne scappa in Romania o in Polonia, lo Stato viene qui, dà una mano a chi chiede aiuto e fa tutto il possibile per far tornare le persone a lavorare”.
“Ringraziamo il Ministro perché per una volta ci ha dato e non tolto e noi lavoratori non ci eravamo più abituati. La cassa oggi ci consente di guardare avanti con una prospettiva diversa – sono le parole del segretario Fiom Cgil Firenze, Daniele Calosi durante l’assemblea –  Tutte le istituzioni a partire da quelle territoriali, sino al Governo, ci hanno sostenuto e consentito di scacciare l’arroganza della multinazionale belga. Adesso non solo i 318 lavoratori della Bekaert potranno contare sulla cassa ma molti di più. É una vittoria della dignità di chi lavora!! Ora dobbiamo lavorare per i dipendenti delle ditte in appalto perché per loro l’accesso alla cassa ancora non c’è. Infine un ringraziamento speciale va a tutti i cittadini che – conclude Calosi – ci hanno seguito fino qua perché senza di loro probabilmente non saremmo arrivati a questo grande risultato.”
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