Bekaert: Cassa Integrazione prorogata per 6 mesi

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L’azienda si è resa disponibile a richiedere la proroga della Cig  “al fine di proseguire le azioni e gli interventi in corso volti alla possibile reindustrializzazione del sito e al massimo riassorbimento occupazionale dei 196  lavoratori Bekaert”

Nuovo accordo alla Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), dopo quello siglato il 2 ottobre 2018 al ministero dello Sviluppo economico(Mise), per la proroga della cassa integrazione. L’intesa è stata siglata oggi a Firenze dai rappresentanti della multinazionale e i sindacati al tavolo dell’Agenzia regionale toscana per l’impiego (Arti), come previsto in occasione dell’incontro al Mise del 16 dicembre.
L’azienda, si legge in una nota, si è resa disponibile a richiedere la proroga della Cig con decorrenza dall’1 gennaio 2020 “al fine di proseguire le azioni e gli interventi in corso volti alla possibile reindustrializzazione del sito e al massimo riassorbimento occupazionale dei lavoratori Bekaert, ad oggi complessivamente 196 quelli ancora in Cigs”. Bekaert, si legge ancora, “garantisce inoltre misure di incentivazione per coloro che sceglieranno l’esodo volontario”.

Alla reindustrializzazione si candida anche la cooperativa fondata da nove ex lavoratori Bekaert che il 13 dicembre scorso  si sono riuniti davanti al notaio per firmare l’atto costitutivo della cooperativa ‘Steel Coop Valdarno’, che ha l’obiettivo di continuare la produzione di steel cord nello stabilimento dismesso dalla multinazionale belga con una quantità a regime di circa 12.000 tonnellate/anno e una previsione di ricavi di 2,5 milioni di euro all’anno.

Il cda della cooperativa, che è stata costituita in forma di spa, sarà formato da tre membri e il presidente sarà Daniele Righi. Secondo la prima bozza di piano industriale presentata a fine ottobre al Mise, la cooperativa potrà contare a regime su un patrimonio di 4 milioni di euro, provenienti in parte dall’anticipo della Naspi dei lavoratori, e in parte dalle strutture finanziarie del sistema cooperativo. Per accrescere la forza finanziaria della coop, è stato prospettato il ricorso a fondi regionali e fondi strutturali per la reindustrializzazione.

“In questi mesi – afferma Olmo Gazzarri di Legacoop Toscana – abbiamo portato avanti il mandato che ci è stato dato dal Comitato promotore, cercando di valutare al meglio la sostenibilità del progetto. Questa prima fase giunge a compimento con l’atto di questa mattina, i lavoratori hanno dimostrato la loro volontà con i fatti, impegnandosi in prima persona a diventare imprenditori. Noi continueremo a sostenerli per quanto nelle nostre possibilità, sia supportandoli negli aspetti normativi e mutualistici legati alla cooperativa, sia impegnandoci a coinvolgere quando sarà il momento gli strumenti finanziari della cooperazione”.

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