Attivista fermato in Turchia: presto espulso, interrompe farmaci

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Gianfranco Castellotti, il veterinario di Massa fermato dalla polizia turca a Istanbul tre giorni fa dopo essere finito in una retata con altri sette compagni, potrebbe venire presto espulso dalla Turchia.

E’ quanto si apprende dalla compagna, Maria Grazia Vanelli. In queste ore Castellotti sta continuando lo sciopero della fame e ha interrotto l’assunzione dei farmaci.
“Non sento Gianfranco da 24 ore – ci dice la compagna Maria Grazia Vanelli- ma ho parlato con la Farnesina ieri sera. So che ha trascorso la notte in un ufficio di polizia, era da solo, e
che lo stanno trasferendo in un altro reparto che si occupa di immigrazione per iniziare le pratiche dell’espulsione. Proprio quello che non voleva. Per questo, credo, sta prolungando lo sciopero della fame e ha smesso di prendere alcune medicine,
interrompendo una terapia molto seria”.
“Siamo preoccupati per lui – prosegue – anche se la Farnesina sostiene che l’espulsione sia la cosa migliore che gli possa accadere in questo momento perché se dovessero trattenerlo in Turchia significherebbe che hanno formulato delle accuse e potrebbero arrestarlo”. Quando è stato arrestato Castellotti si trovava a Okmeydani, un quartiere popolare di Istanbul, per seguire il processo a carico dei Grup Yorum, gruppo musicale accusato di terrorismo nelle mire della polizia.

Decine di militanti di Anti-Imperialist Front Italia, provenienti anche da Roma, Torino e Vicenza, hanno attuato un presidio a Massa (Massa Carrara) per esprimere solidarietà a Gianfranco Castellotti. ‘Libertà per Gianfranco e per tutti i compagni arrestati’ e ‘La nostra solidarietà non è un crimine, ma un dovere’ sono alcuni striscioni esposti durante la
manifestazione.

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