Antonella Ranaldi, soprintendente Belle arti di Firenze: “Loggia Isozaki, non sappiamo se si farà: probabilmente no”. E poi ‘Stadio’ e ‘Fotovoltaico’

Ranaldi

Firenze, Antonella Ranaldi, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze, in audizione in videoconferenza alla commissione Cultura e sport del Consiglio comunale di Firenze, ha affrontato alcuni dei temi importanti dei quali si dovrà occupare nel suo mandato.

Per la Galleria degli Uffizi “ci sono altri lavori che interesseranno l’uscita, quindi sul retro – ha detto la soprintendente Ranaldi – e si è inserito questo tema della loggia Isozaki che non sappiamo se si farà: probabilmente no, quindi bisognerà vedere quale soluzione mettere in opera”.

Per quanto riguarda i cantieri e l’ormai famigerata gru che sta caratterizzando da anni lo skyline del centro storico di Firenze: “quello che ho raccomandato, soprattutto ai miei, è cercare di accelerare e toglierli, perché siamo in dirittura d’arrivo in questo senso – ha detto Antonella Ranaldi – Si è fatto tanto per gli Uffizi – ha aggiunto -, sono stati interventi distribuiti nel tempo in tanti anni, con tanti finanziamenti”, e “il museo è sempre stato aperto e ha accolto i visitatori: il prezzo è stato quello degli apparati di cantiere che ci devono essere, e che sono ben visibili”.

Stadio Artemio Franchi

Sul restyling dello stadio Artemio Franchi, Ranaldi ha sottolineato: “Il percorso che è stato fatto dal mio predecessore ha permesso la tutela di un’opera di architettura molto importante”, perché “non è il fatto che lo stadio sia tutelato a impedire che ci possano essere interventi, e così vale per tanti altri edifici, opere d’arte, opere di architettura. Si tratta quindi di avere una posizione ferma, ma nello stesso tempo aperta alla vivibilità di questi edifici, senza la quale tutto deperisce”.

Fotovoltaico a Firenze

“Firenze è una città particolare, che merita tutte le attenzioni, quindi non si può dire che il fotovoltaico non si possa fare, però va regolamentato come in effetti è stato fatto con l’esclusione di alcune zone”, perché “che si possa mettere dappertutto mi sembra complicato – ha affermato Antonella Ranaldi – Se ad esempio – ha spiegato – si individuano delle zone, capannoni industriali, nuove costruzioni, il patrimonio costruito dal Dopoguerra in poi, cioè quello che non ha 70 anni e che è estesissimo, come sede privilegiata proprio per la produzione di energia elettrica, secondo me si fa un’operazione un po’ da gestire, in cui bisogna fare delle scelte, in comprensori più di tipo industriale”.

In questo modo, ha osservato Ranaldi, sarebbe possibile “compensare quelle limitazioni per cui i proprietari che vivono nel centro, nella zona Unesco, non possono usufruire di questi benefici. Compensarle individuando anche interventi importanti ed estesi in cui viene utilizzato il fotovoltaico, che può essere un elemento di progettazione”. In ogni caso, ha concluso la sovrintendente, “confido anche in un impiego tecnologico avanzato: ci sono impianti fotovoltaici invisibili. Il tema è proprio quello della visibilità e della collocazione, quindi incentivare una ricerca tecnologica verso soluzioni ecocompatibili è un compito della soprintendenza”.

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