Anidride solforica fuoriesce da impianto, due operai assistiti

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Una fuoriuscita di anidride solforica si è verificata ieri, intorno alle 23:30, alla Solmine di Scarlino, Grosseto; sul posto si è recata, tra gli altri, anche Arpat.

La fuoriuscita di anidride solforica è durata circa tre minuti e due operai del vicino impianto Venator hanno accusato una “leggera irritazione alle prime vie respiratorie e sono stati prontamente assistiti dal medico di fabbrica. Non ci sono state altre conseguenze sui presenti nell’impianto e nelle zone limitrofe salvo rumori degli allarmi e delle valvole di protezione del circuito vapore”.

A comunicarlo è la Nuova Solmine, che annuncia di aver “deciso di fermare l’impianto e di anticipare di due settimane la manutenzione già a suo tempo programmata”. L’azienda spiega che “durante una normale fase di ripartenza dell’impianto, che era stato precedentemente fermato per consentire una manutenzione alla rete elettrica nazionale, si è determinata una anomalia al circuito vapore con conseguente attivazione degli allarmi acustici predisposti. L’anomalia ha prodotto la fermata dell’impianto e la fuoriuscita di gas per circa 3 minuti”.

Prosegue l’azienda: “Tale evento, circoscritto all’area industriale, ha determinato l’attivazione degli allarmi del vicino impianto Venator. Tutti gli allarmi acustici ed elettrici hanno funzionato”.

In una nota il sindaco di Follonica Andrea Benini spiega che nella zona è stato “udito un forte rumore provenire dall’area industriale del Casone di Scarlino, seguito dal rumore della sirena”. Benini sottolinea di aver subito contattato Solmine “per avere chiarimenti rispetto alla non pericolosità dell’accaduto. Immediatamente sono intervenuti i vigili del fuoco ed Arpat mentre continua l’impegno dell’Amministrazione di Follonica per vigilare su quanto accaduto”.

Secondo quanto spiegato dall’Agenzia regionale per l’ambiente, la fuoriuscita di anidride solforica è stata rapidamente messa sotto controllo e non ci sarebbero rischi per la popolazione. I tecnici di Arpat sono tornati anche stamani sul posto per ulteriori verifiche: da quanto appreso, al momento la fuoriuscita dalla Solmine, che produce acido solforico, potrebbe essere stata causata da una valvola saltata.

In prefettura a Firenze nel frattempo si sarebbe riunito un tavolo per approfondire quanto avvenuto ieri sera alla Nuova Solmine. Presenti, spiega una nota, sia Andrea Benini che Francesca Travison. Insieme a loro il viceprefetto, e rappresentanti di 118, Arpat, vigili del fuoco e dell’azienda. “Durante la riunione sono stati discussi i primi dati provenienti dalle centraline di controllo dell’aria che sembrano non dover destare preoccupazione – si legge ancora – ma Arpat è già a lavoro per elaborare i dati definitivi che saranno diffusi nel pomeriggio”. Benini e Travison spiegano di aver “chiesto i dati puntuali di tutte le centraline a disposizione; sia quelle nel perimetro dell’impianto, che, soprattutto, quelle vicine ai centri abitati dei nostri comuni. Vogliamo esercitare il nostro ruolo di controllo senza dare niente per scontato – continuano i due sindaci – e nella massima trasparenza nei confronti dei cittadini che meritano risposte esaustive”.

Per i primi cittadini di Scarlino e Follonica “è evidente che il rumore della sirena sentito ieri sera abbia destato forte preoccupazione; per questo ci siamo immediatamente mossi per chiedere chiarezza sia all’azienda, che agli enti preposti al controllo, in modo da poter rispondere alle richieste dei cittadini”.
Dai dati ad ora disponibili della Asl, si legge ancora, non risultano accessi da parte di cittadini ma solo dei due operai Venator rimasti leggermente irritati alle prime vie aeree.

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