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Gio 29 Ott 2026
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ToscanaCronacaAgroalimentare Toscana, export in calo del 7,8% nel 2025

Agroalimentare Toscana, export in calo del 7,8% nel 2025

Nel 2025 il comparto dell’agroalimentare toscano ha registrato un calo del -7,8%, in controtendenza rispetto alla media dell’agroalimentare nazionale (+4,9%) e al dato dell’export toscano complessivo (+21,3%, trainato dalla manifattura).

E’ quanto emerso dalla ricerca Ismea presentata durante il convegno ‘Agricoltura toscana: modello di buon vivere. Radici, qualità e valore delle produzioni Dop e Igp’, che si è svolto a Firenze in occasione dell’ottava edizione di BuyFood Toscana. Le esportazioni del comparto valgono 3,6 miliardi di euro, pari al 5% sul totale nazionale e al 4,7% del totale delle merci esportate dalla Toscana. Sul piano geografico, Stati Uniti, Germania e Francia concentrano il 44,8% delle vendite estere regionali. Gli Usa restano il primo sbocco (23,2% dell’export regionale e oltre l’11,2% del food&wine italiano verso il Paese): qui l’olio Evo italiano a trazione toscana presidia il 36,9% delle quote d’importazione, con prezzi medi superiori del 15% rispetto ai competitor spagnoli e tunisini. In Germania (13,4% dell’export toscano), i prodotti regionali occupano posizioni di vertice: quelli da forno e pasticceria sono secondi fornitori esteri (16,3% del mercato), anche i salumi e insaccati si posizionano al secondo posto con il 23,7% e i formaggi stagionati si attestano al terzo con l’11,2%. A questo quadro si affianca l’export delle sole Ig del cibo toscano che raggiunge i 91 milioni di euro, di cui il 53% viaggia verso i Paesi Extra-UE, trainati da Usa, Regno Unito e Canada. L’assessore regionale all’agricoltura Leonardo Marras ha spiegato che “l’agroalimentare flette anche a causa del contesto internazionale e naturalmente anche i dazi hanno il loro peso, soprattutto per un mercato di riferimento per i prodotti italiani come quello degli Stati Uniti. Ma va detto – ha continuato Marras – che i Dop e i Igp hanno retto proprio per la loro capacità di essere attrattivi e soprattutto ricercati da una fascia di mercato medio-alta”.