Aggressione Daisy: Rossi, aspettiamo da Salvini condanna netta

Daisy
Daisy Osakue

“Aspettiamo che ci sia da parte di Salvini, ora che è vicepresidente del Consiglio dei ministri ed è ministro dell’Interno, una condanna netta, precisa di queste aggressioni, spari, violenze che vengono compiute verso immigrati”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, stamani rispondendo ai giornalisti sull’aggressione subita dall’atleta azzurra Daisy Osakue.

Una condanna, ha proseguito Rossi, che “deve essere fatta altrimenti il rischio è che questa posizione ambigua legittimi queste aggressioni e questo è gravissimo soprattutto da parte di un ministro della Repubblica”. “Il fatto di condannare con parole nette questi atti di razzismo – ha concluso il presidente della Toscana – non significa viceversa essere indulgenti verso atti analoghi che possono essere compiuti da immigrati o da persone di altre etnie. Bisogna avere per ogni situazione la parola appropriata. Mi pare invece che si stia giocando sulle ambiguità e questo scatena nel Paese purtroppo questa caccia al nero che non avevamo mai visto francamente”.

“Hanno aggredito Daisy Osakue e lo hanno fatto solo per il colore della sua pelle. Quel branco di bestie vigliacche si sente anche incoraggiato dalla retorica razzista che sempre piu’ cresce in Italia”. Lo scrive su Twitter il sindaco di Firenze Dario Nardella, che aggiunge: “L’ennesimo episodio, e’ come se avessero colpito anche me. Basta razzismo”.

“Lo sapevamo. Non era necessario che citasse il duce, anche se in forma un po’ criptica, per sapere che la cultura, l’impronta e il riferimento politico-culturale alla fine per Salvini fossero quelli. È uno scontro che dobbiamo sostenere, sapendo che niente mai si ripete nello stesso modo”. Ha aggiunto Rossi, commentando le parole “tanti nemici tanto onore” con cui Salvini ha replicato ai suoi detrattori su twitter. “Abbiamo bisogno di diffondere una cultura democratica, di ritornare a consolidare e a valorizzare le nostre origini che stanno nella Costituzione italiana, nella Resistenza”, ha proseguito Rossi spiegando che “ci sono anche gli episodi, che ormai si ripetono, di aggressioni ai cippi, alle lapidi che ricordano i sacrifici di tante vittime innocenti volute dall”esercito nazista, aiutati spesso dai fascisti”. “Anche in questo caso – ha concluso  – non si può dire che siano atti vandalici. Sono atti che stanno dentro a un quadro generale di rigurgito fascista e razzista che coinvolge il nostro Paese”.

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