Aeroporto Firenze: ricorso Avvocatura dello Stato contro annullamento Via

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L’Avvocatura generale dello Stato ha presentato, per il ministero dell’Ambiente e l’Enac, un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar della Toscana, emessa nel maggio scorso, che ha annullato il decreto di Via per il masterplan di potenziamento dell’aeroporto di Firenze.

La notizia è stata comunicata dall’associazione Vas – Vita Ambiente Salute, tra i promotori del ricorso accolto nei mesi scorsi dal Tribunale amministrativo regionale. Secondo quanto si apprende da fonti ministeriali, il ricorso sarebbe stato presentato dall’Avvocatura in base a osservazioni formulate dalla Commissione di Via.

I comitati ambientalisti della Piana fiorentina chiedono ora analogo provvedimento da parte dei Ministeri: in caso contrario, sostengono, sarà chiara “la volontà politica di costruire questo nuovo aeroporto”.

In una nota l’Enac ha tuttavia annunciato “di aver richiesto all’Avvocatura dello Stato di ritirare l’appello, erroneamente presentato dall’Ente”, decisione disposta “in quanto l’impugnazione era relativa ad un atto non emanato dall’Ente”.

Comunque, secondo i ricorrenti, “il Tar ha immotivatamente – si legge – ovvero presuntivamente omesso di considerare la disciplina introdotta dal d.lgs. n.104/2017”, che detta le nuove regole per la Valutazione di impatto ambientale, e che all’articolo 23 “ha previsto l’applicabilità di tali modifiche anche per i progetti presentati anteriormente il 16.05.2017”.

Il Tar della Toscana, si sostiene nel ricorso, ha “erroneamente” ritenuto che in sede di Via sia stato presentato “un progetto parziale e comunque insufficiente a consentire una compiuta valutazione degli impatti ambientali non essendosi individuate compiutamente le opere di realizzare”, mentre invece “contrariamente a quanto ha ritenuto il Tar, il progetto sottoposto a Via contiene la puntuale descrizione delle opere da realizzare”. Per i ricorrenti, inoltre, mentre la normativa vigente “ha previsto per i provvedimenti di Via – si legge ancora nel testo del ricorso – che gli elaborati progettuali presentati dal proponente siano predisposti con livello di dettaglio equivalente a quello del progetto di fattibilità, il Tar Toscana ha erroneamente ritenuto che il livello progettuale adeguato sia quello in cui le opere vengono ‘compiutamente definite’ come dovrebbe avvenire, invece, in sede di progettazione definitiva o anche esecutiva”.

Il ministero dei Beni culturali ha comunicato all’Avvocatura dello Stato che non intende invece  ricorrere presso il Consiglio di Stato contro le sentenze del Tar della Toscana. Secondo quanto si apprende, il Mibac il 27 maggio aveva già trasmesso all’Avvocatura distrettuale dello Stato la propria decisione di non ritenere opportuna una eventuale impugnazione da parte del Ministero. Comunicazione, si apprende adesso, reiterata in data odierna.

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Sarebbe l’ora che l’aeroporto si facesse. È l’unico modo per ridefinire il ruolo della Piana, che in questo modo verrebbe sottoposta a un grande processo di rimboschimento. Il progetto prevede una pista inserita in un grande ecosistema misto boschivo- lacustre; gli aerei, che adesso sorvolano le case, passerebbero sopra zone disabitate e che resteranno tali a causa dei nuovi vincoli aeroportuali. L’aeroporto non serve ai ricchi bensì risolleva completamente l’economia della regione: Firenze ha un futuro come sede di convegni, congressi ; inoltre molte multinazionali sposterebbero le loro sedi in città. ( Ricordo che la moda, col suo enorme indotto, lasciò Firenze proprio per la sua non facile raggiungibilita’).