Alcune decine di studenti appartenenti ai collettivi universitari hanno occupato il palazzo della Sapienza, uno degli edifici storici dell’Università di Pisa. Il blitz è stato deciso durante il corteo promosso ieri dall’Usb “contro armi e carovita” e quando la manifestazione ha lambito il palazzo un blocco di decine di giovani si è staccato facendo irruzione e occupando l’edificio senza causare danni.
Intervista a Carla per il movimento studentesco.
Obiettivo di mantenere l’occupazione del Palazzo della Sapienza a Pisa per giorni. Così le intenzioni dell’assemblea studentesca che ha anche elaborato una lunga piattaforma di rivendicazione per chiedere al Governo “contro la finanziaria di guerra e contro il carovita il reinvestimento in istruzione, ricerca e sanità di tutti i fondi aggiuntivi previsti per la difesa nella nuova legge di bilancio del 2027, il ripristino del taglio delle accise sui carburanti di 24,4 centesimi complessivi, la modifica del Codice degli appalti, affinché ci sia una progressiva internalizzazione dei lavoratori a partire dalle università e un aumento di 5 miliardi di euro del Fondo di finanziamento universitario”.
All’Università di Pisa gli studenti nel loro documento hanno chiesto “indennità e rimborso spese per i tirocini curriculari, flessibilità e tutela del percorso di studi, con ampliamento degli appelli ed estensione delle sessioni straordinarie per borsisti, accesso aperto alla conoscenza e agli strumenti di studio, col ripristino e il potenziamento di tutti gli abbonamenti universitari alle risorse bibliografiche, banche dati e riviste digitali, unitamente alla fornitura di licenze software gratuite per tutti i programmi informatici specialistici richiesti dai vari corsi di laurea, spazi universitari accessibili e vivibili e uno stanziamento economico dedicato al trasporto pubblico su gomma e su ferro per garantire la gratuità o comunque una forte agevolazione dei titoli di viaggio per la popolazione studentesca pendolare”. Ma anche “rigenerazione urbana e sostenibilità edilizia e l’interruzione di ogni accordo, convenzione e collaborazione di ricerca con le aziende della filiera bellica e con realtà coinvolte in contesti di occupazione e violazione dei diritti, inclusa la revisione della partecipazione dell’ateneo a progetti di ricerca europei come il programma Horizon con fini o risvolti militari”.
Gli occupanti hanno anche denunciato “le condizioni del diritto allo studio universitario della Toscana, a causa del progressivo smantellamento dei servizi, tramite privatizzazione o riduzione dei benefici erogati”.

