La denuncia del SUDD cobas: 5.000 euro di multe per aver scioperato contro lavoro nero, turni da dodici ore al giorno e licenziamenti illegittimi. Questo, per ora, il bilancio delle multe “DL Sicurezza” per “manifestazione non preavvisata” irrogate nelle ultime settimane dalla Prefettura di Firenze, per tramite dei Carabinieri, a cinque persone tra sindacalisti e solidali con i lavoratori in sciopero.
Secondo la denuncia di Sudd Cobas che oggi ha tenuto na conferenza stampa a Palazzo Vecchio, nel mirino della Prefettura di Firenze il picchetto davanti al ristorante Sushi Dream a Calenzano tenutosi lo scorso marzo, e quello alla Pelletteria Chen Mingzhi a Campi Bisenzio dello scorso giugno.
“Si usa il DL sicurezza per comprimere i diritti sindacali costituzionali, per restringere la libertà di sciopero, e per provare a spaventare lavoratrici e lavoratori” denuncia il Sudd Cobas.
Secondo Sarah Caudiero “lo sciopero è lo strumento attraverso cui centinaia di lavoratori nella piana tra Prato e Firenze si sono liberati dal giogo dello sfruttamento e della mafia, passando anche mesi davanti ai cancelli delle loro fabbriche per conquistare i diritti minimi.
Sindacalisti e solidali sono stati multati con l’accusa di non aver preavvisato i picchetti. Ma nel settore privato in Italia non esiste alcun obbligo di preavviso.E per fortuna: questo garantisce di poter indire scioperi immediatamente, smascherando il lavoro nero quando gli operai si trovano effettivamente dentro le aziende, imponendo una negoziazione immediata per prevenire il tristemente noto fenomeno del chiudi-e-riapri in cui le aziende scappano nottetempo, scioperando subito in caso di infortuni sul lavoro. Potremmo continuare”.
“Il governo -aggiunge- attraverso questa norma, tenta di comprimere una libertà costituzionale consegnando poteri arbitrari in mano alle forze di polizia, e spaventando i lavoratori con la minaccia di sanzioni economiche. Un lavoratore che sciopera perché non gli viene pagato lo stipendio, rischia di ricevere una multa da mille euro!”
Sudd Cobas si chiede “qual è il messaggio che la Prefettura di Firenze vuole mandare alle lavoratrici e ai lavoratori attraverso queste multe? Che da ora in poi gli scioperi dovrebbero essere preavvisati e potrebbero essere quindi prescritti da parte del Ministero degli Interni?”
“Nel nostro paese lo sciopero è un diritto di lavoratori e lavoratrici garantito dalla Costituzione, e proprio il fatto di poterlo convocare ed esercitare liberamente garantisce loro la possibilità di incidere nelle negoziazioni con le aziende, conquistando diritti e dignità. È uno dei diritti più preziosi che abbiamo. La negazione di questo principio fondamentale è semplicemente il fascismo. Non siamo disposti a ipotecarlo per decisione di Questure, Carabinieri o Prefetture”. aggiunge il sindacato. Che conclude: “i DL Sicurezza del governo tentano di comprimere i diritti costituzionali in modo intimidatorio attraverso sanzioni amministrative, senza neppure la garanzia di un processo in Tribunale. Vanno abrogati senza se e senza ma. Per difendere il diritto di sciopero tanto quanto il diritto generale alla libera espressione del dissenso. Dai cancelli delle fabbriche alle manifestazioni antifasciste di piazza Tanucci a Firenze e piazza Europa a Prato, non abbiamo paura di ripeterlo: rispettiamo la Costituzione, disobbediamo alle leggi fasciste”.
Infine l’invito partecipare il 6 e 7 novembre, tra Firenze e Prato, al convegno “Una sana disobbedienza”, organizzato da SUDD Cobas e Collettivo di Fabbrica ex-GKN, insieme a giuristi, avvocati, giornalisti, attivisti per confrontarsi su leggi liberticide e diritto al dissenso.

