Carcere in Toscana, è adesso?

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    Carcere in Toscana, è adesso?
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    Dopo l’emergenza estiva la situazione Sollicciano resta esplosiva, mentre il trasferimento dei detenuti dopo il sequestro delle sezioni giudicate dalla magistratura come invivibili, ha avuto delle conseguenze molto gravi sugli altri istituti. Pochi giorni fa la rivolta nel Don Bosco di Pisa, mentre la situazione alla Dogaia di Prato resta fuori controllo. Autolesionismo, suicidi, spazi inadeguati e strutture fatiscenti: la situazione delle carceri in Toscana è oggi tra le peggiori in Italia ed in Europa. Ne parliamo questa mattina con Eros Cruccolini – già Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Firenze, quando si è occupato in particolare della Casa Circondariale di Sollicciano e dell’istituto penitenziario Mario Gozzini; Franco Corleone figura storica del movimento radicale e garantista italiano, parlamentare per più legislature, si è sempre distinto per l’impegno sui temi del carcere, delle droghe e dei diritti civili, fino a ricoprire dal 2015 al 2020 il ruolo di Garante dei diritti dei detenuti della Regione Toscana. In quel ruolo si è reso protagonista di numerosi scioperi della fame per denunciare pubblicamente il sovraffollamento carcerario, le condizioni disumane in istituti come San Gimignano (teatro anche di un’inchiesta per torture) e Sollicciano, e per sollecitare riforme mai davvero attuate — portando avanti, in continuità con l’eredità di Alessandro Margara, anche battaglie storiche come il diritto all’affettività e alla sessualità per i detenuti; Stefano Cecconi, dell’associazione di volontariato penitenziario Pantagruel.