La Slc Cgil Toscana, che chiede un tavolo di confronto e tutele per la Fondazione Toscana Spettacolo e i suoi lavoratori.
“Al 28 di agosto scorso risale la notizia, appresa da noi e da lavoratrici e lavoratori di Fondazione Toscana Spettacolo (Fts) a mezzo stampa, della decisione del Consiglio regionale di procedere al commissariamento della Fondazione e successivamente all’elaborazione di un progetto che dia vita ad una agenzia regionale che ne svolga le attività. Seppure la Regione abbia chiarito la volontà di tutelare l’occupazione durante questo processo, ad oggi la Fondazione rimane senza presidente né direttore e vive una preoccupante situazione di stallo, che rischia seriamente di compromettere o addirittura far saltare le stagioni 2026-2027 di moltissimi teatri in tutta la Regione. Settembre è infatti il mese in cui si chiudono convenzioni e contratti, anche con i comuni interessati”. Così la Slc Cgil Toscana, che chiede un tavolo di confronto e tutele per l’ente e i suoi lavoratori. Mal comprendiamo la decisione di procedere ad un commissariamento – prosegue il sindacato in una nota -, del quale peraltro ancora dobbiamo comprendere le ragioni, in assenza dell’individuazione tempestiva di un commissario che garantisca la continuità organizzativa quotidiana della Fondazione e senza, cosa ancora più grave, che si sia condiviso il percorso con le parti sociali e i 15 lavoratori, che, come possono, mandano avanti le attività pur non avendo certezza a questo punto del mese anche del puntuale pagamento degli stipendi”. La Slc toscana ricorda di aver “chiesto un incontro urgente alla Regione ed esigiamo che questa imbarazzante situazione si sblocchi immediatamente. Invitiamo inoltre i Comuni interessati a farsi anch’essi portavoce dell’urgenza di individuare un commissario per evitare di compromettere la stagione alle porte. Chiediamo inoltre che venga aperto quanto prima un tavolo di confronto anche relativamente al progetto di trasformazione della Fondazione che continua a destare non poche perplessità”. “La tutela e la garanzia di un pezzo di vita culturale fondamentale per il nostro territorio, e delle lavoratrici e dei lavoratori di Fts – conclude -, devono passare dai fatti oltre che dalle dichiarazioni”.

