Il nuovo anno scolastico in Toscana si appresta a partire con oltre 9.000 docenti precari, “ma alla fine dei quatto turni delle graduatorie provinciali di supplenza”, a inizio ottobre, “la stima è di circa 14.000.
Se aggiungiamo anche le graduatorie interne di istituto e il personale Ata, a giugno pensiamo di arrivare a 30.000″, poco più di un terzo dell’intero comparto. A dirlo è il segretario della Flc Cgil toscana Pasquale Cuomo. Alla vigilia della prima campanella questi i numeri forniti dal sindacato: attualmente i docenti precari sono 9.112, dati che riguardano solo due turni di Gps su Firenze e Pistoia e uno sulle altre province. Il numero maggiore è su Firenze con 2.409 (1.358 nel sostegno e 1.501 nelle ordinarie) seguita da Pisa con 993 (644 e 349) e Pistoia con 900 (581 e 319). In ogni caso, sottolinea ancora Cuomo, “nel sostegno avremo sicuramente in molte scuole più del 50% degli insegnanti precari”. Altro dato è l’incremento di chi ha rinunciato al ruolo a tempo indeterminato, spesso per motivi economici: “Sono circa 400 persone. C’è chi lo fa perché ha partecipato a 3 concorsi fotocopia, Pnrr 1-2-3, noi l’avevamo detto e quindi sceglie la graduatoria che gli consente di stare più vicino casa. L’altra ragione è economica e pesa per almeno un quarto delle persone: non si possono permettere l’affitto né di spostarsi per decine di chilometri per il caro benzina. E molto spesso si tratta di donne”. Le zone maggiormente penalizzate sono quelle periferiche come Lunigiana, Garfagnana, Mugello, Val di Cecina e Isola d’Elba. C’è poi il problema del personale Ata: e il turnover rispetto ai pensionamenti è stato attorno al 30%. Per gli assistenti amministrativi ci sono state 198 immissioni in ruolo su 633 disponibilità. 51 su 224 per i tecnici e 607 su su 1.548 per i collaboratori scolastici. Il sindacato inizierà per questo il nuovo anno con una mobilitazione: assemblea sindacale martedì 15 degli istituti secondari di secondo grado contro la riforma dell’istruzione tecnica e contro le nuove indicazioni nazionali dei licei. “Mortificano e tagliano quello che una volta si chiamava il vecchio programma didattico – commenta Cuomo -. Ma mortificano e tagliano anche la libertà di insegnamento e l’autonomia delle scuole”.

