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Lun 7 Set 2026
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ToscanaCronacaFemminicidio. In duemila a Firenze per ricordare Lorena

Femminicidio. In duemila a Firenze per ricordare Lorena

Duemila persone circa hanno partecipato ieri sera in via Panciatichi, angolo via Antognoli, a Firenze all’iniziativa denominata “Insieme per Lorena Isceri”.

L’iniziativa, organizzata fra gli altri dal Comune di Firenze, è stata voluta, come ha spiegato la sindaca Sara Funaro, “per stringerci, come comunità, attorno alla sua famiglia e condividere il dolore per una tragedia che riguarda tutte e tutti noi”. In via Panciatichi abitava infatti Lorena Isceri, uccisa giovedì scorso dal proprio ex, Federico Vella, che l’ha prima rapita, l’ha chiusa dentro il bagagliaio dell’auto e infine l’ha gettata nel vuoto da un viadotto sull’autostrada A1 a Barberino del Mugello. Nel corso dell’iniziativa è brevemente uscita dal palazzo dove si trova la casa di Lorena, la madre: “Si sente l’affetto, vi ringrazio tutti”, prima di abbracciare la sindaca Sara Funaro e i genitori di Michela Noli, quest’ultima uccisa dal marito il 15 maggio 2016 a Firenze. Oltre alla sindaca Funaro, hanno presenziato all’iniziativa di via Panciatichi anche le prime cittadine di Perugia e Bergamo, Vittoria Ferdinandi ed Elena Carnevali, vari componenti della giunta comunale e del consiglio comunale di Palazzo Vecchio, compresi membri dell’opposizione, e diversi sindaci di Comuni della Città metropolitana di Firenze. In tanti hanno portato con sè una candela o un fiore. Esposti anche due striscioni: “Il patriarcato non ci protegge, ci uccide” e “Il possesso non è amore”.

“Noi siamo qui perché vogliamo proprio far capire che qualcosa deve cambiare. veramente – le parole della madre di Michela Noli, Paola Alberti – Bisogna fare qualcosa di concreto”, “dobbiamo agire e per agire bisogna essere compatti perché è responsabilità di ognuno”. “Il nostro appello è ‘dire basta’, è un chiedere aiuto. Tutti i genitori chiedono aiuto ma nessuno li ascolta, così sembra”.

“Il rischio che abbiamo nel nostro Paese, visto quanti femminicidi ci sono, è quello della normalizzazione. Invece non solo dobbiamo far sentire la nostra voce, ma partire da questi momenti per continuare a mettere in campo sempre più politiche di prevenzione, perché questi fatti non accadano più”. Lo ha detto la sindaca ricordando  l’importanza di denunciare “quando si ha il minimo segnale. Bisogna avere il coraggio e la forza per farlo perché non accadano cose come queste”. E “noi rappresentanti delle istituzioni dobbiamo fare in modo che quando percepiamo anche lontanamente un segnale di violenza, che sia verbale o di qualsiasi altro tipo, condannarlo e fermarlo perché questo è il nostro compito”. A proposito dell’appello del padre di Lorena sulla necessità che le istituzioni facciano qualcosa a partire dalle scuole, Funaro ha ricordato che “per quanto riguarda l’educazione affettiva, noi lo facciamo già. Io penso che il governo debba avviare una riflessione molto seria per fare in modo che questo diventi una prassi consolidata in tutte le scuole in tutta Italia”.