Lo testimonia lโanalisi dell’area studi e ricerche Cna. LโItalia continua a fare impresa attraverso una rete diffusa di distretti, cittร intermedie e piccoli territori. Il tessuto produttivo รจ infatti distribuito in modo piรน equilibrato sul territorio rispetto rispetto ad altri Paesi europei. E, oltyre a Prato, la Toscana primeggia con Firenze e Lucca nella top ten.
Oltre a Prato che come detto รจ in testa alla classifica con 112,4 imprese ogni mille abitanti, seguita da Milano con 110,6 e Rimini con 105,5, nelle prime posizioni figurano anche Firenze con 98,2 imprese eย Lucca con 93,9. La media nazionale รจ pari a 80,6 imprese ogni mille abitanti.
All’estremo opposto della classifica si colloca il Sud Sardegna, con 53,4 imprese ogni mille abitanti, seguita Enna con 55,9, Caltanissetta con 56,5, Agrigento con 58,4, Taranto con 58,8, Siracusa e Crotone con 58,9.
In generale la geografia dell’imprenditorialitร premia soprattutto le province del Centro-Nord caratterizzate da una forte tradizione manifatturiera e artigiana. Toscana, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Marche concentrano gran parte delle province ai vertici della graduatoria. In questi territori la presenza di distretti industriali, filiere produttive consolidate, mercati locali dinamici e una cultura del lavoro autonomo favorisce la nascita e la crescita delle imprese. Secondo l’analisi dell’area studi e ricerche di Cna riguardo la sulla distribuzione provinciale delle imprese, al Sud al contrario pesano la minore presenza di filiere strutturate, la riduzione della domanda interna, le difficoltร di accesso al credito e una dotazione infrastrutturale spesso insufficiente.
“Questa fotografia – sottolinea il presidente di Cna Dario Costantini – conferma che la diffusione dell’impresa non dipende soltanto dalla forza economica di un territorio. A incidere sono anche la struttura demografica, la qualitร delle istituzioni locali, la disponibilitร di credito, le infrastrutture materiali e digitali e i tempi della burocrazia. La rete delle piccole imprese continua a rappresentare un presidio economico, sociale e occupazionale essenziale, soprattutto nei comuni e nelle aree piรน lontane dai grandi centri”
