Riunione di maggioranza in Palazzo vecchio sulla vicenda Montedomini, ‘cambiare il regolamento entro ottobre’ sarebbe il punto di caduta intorno a quale si sono ritrovati Pd, Avs-Ecolò e lista Funaro che fanno quadrato ‘La coalizione è solida, nessuna divisione’.
La maggioranza che sostiene la sindaca Sara Funaro conferma la propria compattezza sul caso Montedomini e fissa una road map: entro il 30 ottobre dovrà essere approvata una modifica del regolamento dell’Asp per destinare il patrimonio immobiliare esclusivamente a finalità sociali e residenziali, evitando che immobili pubblici possano essere utilizzati per attività di affitto turistico. È questa la principale decisione emersa dalla riunione di maggioranza svoltasi a Palazzo Vecchio, alla quale hanno partecipato i rappresentanti del Partito Democratico, di Avs-Ecolò, della Lista Funaro e il segretario cittadino del Pd Federico Gianassi. Al termine dell’incontro è stata ribadita la piena fiducia nella sindaca, mentre resta invariato, almeno per il momento, l’assetto del management di Montedomini.
Al centro dell’intesa vi è la volontà di riportare progressivamente il patrimonio immobiliare dell’Asp alla sua originaria funzione sociale facendo del recupero delle abitazioni sfitte di Montedomini un modello da estendere anche ad altri enti pubblici. Insomma si impari da errori e scoperte fatte per riportare coerenza e credibilità nelle politiche sull’abitare dell’amministrazione dietro al leit motiv più volte risuonato in questi giorni: “Quanto accaduto non deve più ripetersi”.
La vicenda è stata al centro anche della seduta del Consiglio comunale. Rispondendo alle interrogazioni, l’assessore al Welfare Nicola Paulesu ha ricordato che, nell’ultimo anno, la commissione immobili di Montedomini si è riunita sei volte e che, durante la seduta del giugno 2025 dedicata all’assegnazione dell’appartamento di via Guelfa 81, risultava assente il rappresentante della Direzione Servizi Sociali del Comune.
Paulesu ha inoltre ribadito la linea dell’amministrazione contro gli affitti brevi. L’assessore ha precisato che i contratti stipulati prima dell’entrata in vigore del blocco non possono essere modificati, mentre per quelli successivi sono in corso approfondimenti giuridici sulla loro legittimità e congruità. Tra le ipotesi non viene esclusa nemmeno un’eventuale richiesta di risarcimento nei confronti dell’imprenditore che avrebbe ottenuto il Codice Identificativo Nazionale attraverso un’autocertificazione ritenuta mendace.
La discussione in aula è stata caratterizzata anche da un acceso confronto politico. Tutte le opposizioni, attraverso una mozione d’ordine presentata da Luca Santarelli (Noi Moderati), hanno chiesto che la sindaca Funaro intervenisse direttamente in Consiglio per riferire sulla vicenda. La proposta è stata respinta dalla maggioranza. Analoga sorte è toccata alla successiva richiesta del consigliere Dmitrij Palagi.


