Gli uffici centrali dell’Unesco a Bruxelles hanno avviato una investigazione sul caso del Cubo nero di corso Italia a Firenze, l’ex teatro Comunale – trasformato in un complesso da 156 appartamenti – con la sommità squadrata di colore nero.
Dunque sull’internazionalmente famoso Cubo nero di corso Italia a Firenze, si muove l’ufficio centrale dell’Unesco a Bruxelles. A quasi 45 anni dal riconoscimento del centro storico come patrimonio dell’Unesco, la città non rischia certo di perdere questo primato. Ma l’investigazione in corso potrebbe portare all’inserimento del centro cittadino tra i siti in pericolo. Tenuti – se intenzionati a mantenere il titolo di centro patrimonio Unesco – ad applicare dei correttivi. Anche se è ormai chiaro che all’ex Teatro comunale – dove è sorto un complesso da 156 appartamenti sormontati dal Cubo nero – c’è rimasto poco da correggere. Anche perché – altra notizia – il Tar ha dato ragione all’azienda Paleo che ha curato le rifiniture: il Comune non ha partecipato ai sopralluoghi e per questo è stato richiamato dai giudici. Assenza che era già stata richiamata dalla Soprintendenza nei giorni roventi delle polemiche. Restano sulla città, patrimonio mondiale dell’Unesco, i nuovi palazzi dalle forme squadrate e dall’impattante colore scuro. Sempre sul versante urbanistico, altra notizia. Due immobili in via Guelfa di proprietà della società pubblica Montedomini sono finiti sul mercato degli affitti turistici brevi. Al civico 81 di via Guelfa è spuntata negli scorsi mesi l’insegna «Guelfa Palace 81». Gli immobili – che sono prenotabili on line su Booking e Air B&b – sono stati presi in affitto per almeno 16 anni grazie ad una bando fatto per uso abitativo. E su questo caso di affitti brevi in una proprietà pubblica, Montedomini e Comune di Firenze hanno annunciato controlli e lo stop ad un’operazione destinata ad altra finalità.


