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Ven 3 Lug 2026
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‘Tra Firenze e Prato troppe terre di nessuno’: la denuncia della Fondazione Caponnetto

“Troppi pestaggi, ferimenti, sfruttamento del lavoro e traffici illeciti”. E’ quanto afferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione Caponnetto che ne ha parlato oggi nel corso di una conferenza stampa a Firenze.

Un vero e proprio allarme, e l’appello ad intervenire prima che sia troppo tardi. E’ quello che viene dalla Fondazione Caponnetto dopo io recenti fatti di cronaca. “Le ‘terre di nessuno’ non si trovano soltanto al Sud”, ad esempio in alcune zone del quadrilatero compreso tra Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato “da diversi anni non si sa con precisione cosa accada. O, meglio, lo si immagina, ma manca una mappatura completa dei fenomeni e un effettivo controllo del territorio. Troppi pestaggi, ferimenti, sfruttamento del lavoro e traffici illeciti”fferma Salvatore Calleri, presidente della Fondazione.

“Si รจ ormai abituati a intervenire nel cosiddetto giorno dopo, cioรจ quando le situazioni si sono giร  verificate e i danni sono ormai evidenti. รˆ necessario cambiare prospettiva, passando dalla logica del giorno dopo a quella del giorno prima’”. E’ il solo modo, spiega Calleri “per riappropriarsi del territorio, sia dal punto di vista sociale sia sotto il profilo della legalitร , non solo proclamata ma concretamente praticata. Siamo di fronte a un’area di almeno 37 chilometri quadrati nella quale esistono vere e proprie ‘terre di nessuno”. Occorre intervenire prima che diventino ‘terre di qualcuno’, cioรจ territori stabilmente controllati dalla criminalitร ”.

La proposta della Fondazione si fonda su tre pilastri: controllo effettivo del territorio, รจ necessaria una mappatura completa dell’area con una collaborazione tra governo, istituzioni territoriali e amministrazioni locali, quindi presa in carico delle fragilitร  e delle problematiche sociali e infine ripristino della legalitร , coniugato con la giustizia sociale e lo sviluppo. “Non si tratta di un’operazione semplice. Al contrario, richiede risorse, coordinamento e una forte volontร  politica e istituzionale. Tuttavia, la gravitร  della situazione impone un cambio di passo”.