Nel 2025 in Toscana l’export in valore di calzature e componentistica per calzature ha evidenziato una crescita del 9% sul 2024. E’ quanto emerge dalle elaborazioni del Centro studi di Confindustria accessori moda.
Le prime cinque destinazioni dell’export toscano, che coprono assieme il 59,8% del totale, sono risultate: Usa (+38%), Francia (+0,5%), Cina (-10,1%), Paesi Bassi (+1,6%) e Germania (+0,5%). Il numero di imprese attive (calzaturifici più produttori di parti per calzature) ha subìto, tra industria e artigianato, sempre secondo le elaborazioni del Centro studi, un calo di 105 aziende rispetto al consuntivo 2024, accompagnato da un saldo negativo di 597 addetti. Per quanto riguarda le ore di cassa integrazione guadagni autorizzate da Inps per le imprese toscane della filiera pelle nel 2025, si è registrato un aumento del 20,5% rispetto al 2024: sono state autorizzate circa 10,5 milioni di ore, un numero decisamente al di sopra (+1649%) dei livelli 2019 pre-Covid. “A livello internazionale, l’export continua a essere il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta mutando rapidamente – ha detto Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici -. Nel 2025 la resilienza dell’Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato quasi interamente il sensibile rallentamento del Far East e della Cina in particolare. Il mercato cinese, un tempo locomotiva del lusso, sta vivendo una fase di ripensamento che ci impone nuove strategie di approccio. Parallelamente – oltre alla forte preoccupazione per le conseguenze del conflitto scoppiato nelle scorse settimane nell’area mediorientale – guardiamo con estrema cautela agli Stati Uniti: l’introduzione di misure protezionistiche proprio in un mercato chiave per il nostro alto di gamma aggiunge un ulteriore elemento di incertezza in una fase già delicata”.

