Il testo, spiegano dal gruppo consiliare del Pd “introduce alcuni elementi innovativi come la tutela delle aree agricole dove c’è produzione, la cartografia interattiva online, la definizione delle aree vocate e non vocate per tutti gli ungulati, le zone di protezione lungo le rotte migratorie e nuovi criteri per prevenzione e ripristino ambientale”. Il WWF risponde: “Ancora una volta l’unica modalità proposta è quella del fucile, nonostante che sia ormai evidente la non efficacia (e la pericolosità) del sistema in atto”
Il testo, spiegano dal gruppo consiliare del Pd, introduce alcuni elementi innovativi come la tutela delle aree agricole dove c’è produzione, la cartografia interattiva online, la definizione delle aree vocate e non vocate per tutti gli ungulati, le zone di protezione lungo le rotte migratorie e nuovi criteri per prevenzione e ripristino ambientale. Per il capogruppo Vincenzo Ceccarelli “la Toscana compie un passo avanti importante: uniamo tutela dell’ambiente, esigenze del mondo agricolo e corretta regolamentazione dell’attività venatoria. Lo facciamo con una visione moderna, basata sulla sostenibilità e sul rispetto delle specificità territoriali”. Sul fronte della maggioranza per Maurizio Sguanci (Iv) è un “piano perfettibile ma che ha tenuto conto di tutto, della salvaguardia della fauna, delle necessità del mondo agricolo, del mondo boschivo e degli interessi delle aziende faunistico venatorie. E’ stato fatto un lavoro straordinario, in un territorio eterogeneo come quello della Toscana”. Da Silvia Noferi (Avs) il solo voto contrario. L’ex esponente M5s ha parlato di “accelerazione poco opportuna nel momento in cui si sta parlando di ampliare il campo largo. E’ un atto di forza fuori luogo, non staremo a fare carta da parati né in Consiglio né in Giunta”.
Per l’opposizione, Vittorio Fantozzi di FdI, dopo 10 anni di attesa, “è meglio avere un piano che nessuno, soprattutto quando, grazie alle particolari iniezioni delle associazioni di categoria c’è stata la possibilità di inserire dei punti di fermi in riferimento ai danni all’agricoltura” causati dagli ungulati, ha detto intervenendo nel dibattito. In dichiarazione di voto la capogruppo della Lega Elena Meini ha ribadito il dispiacere per la bocciatura dell’emendamento del consigliere Capecchi sul prolungamento della tempistica per le osservazioni: “E’ vero che questo piano è in discussione da mesi, ma è anche vero che la modifica sulle cartografie su cui si possono presentare delle osservazioni è arrivata 7 giorni fa”. “E mi dispiace anche – ha aggiunto – che non vi sia stato il tempo di discutere, per esempio, tutta la parte degli incentivi al mondo del volontariato e sulla filiera delle carni”. Per Marco Casucci di Noi Moderati “è un piano neutro, che ancora non risolve né affronta alcune questioni”; ad esempio “occorreva più coraggio e determinazione per affrontare il problema degli ungulati”.
Coldiretti Toscana “esprime apprezzamento per il via libera al nuovo piano faunistico venatorio”, “è un momento importante che segna un cambio di approccio nel percorso di riequilibrio della presenza della fauna selvatica sul territorio. Il piano contiene al suo interno il principio che abbiamo proposto e sostenuto in questi anni: laddove sono presenti coltivazioni agricole professionali e non, sulla base della banca di Artea, non possono essere presenti contestualmente ungulati. Questo significa, nel concreto, che dovranno essere messe in campo tutte le azioni necessarie per impedire che cinghiali, daini, caprioli possano danneggiare ancora le coltivazioni che sono la primaria fonte di reddito agricolo”