Dom 21 Lug 2024

HomeToscanaCronacaTutti assolti per la morte del turista spagnolo nella basilica di Santa...

Tutti assolti per la morte del turista spagnolo nella basilica di Santa Croce nel 2017

Firenze, tutti assolti per il crollo nella basilica di Santa Croce quando per il distacco di un frammento dal soffitto nel 2017 morì il turista spagnolo Daniel Testor Schnell, 52 anni. Lo ha stabilito il tribunale di Firenze con sentenza stamani in un processo per omicidio colposo a carico di quattro imputati.

L’incidente avvenne il 19 ottobre 2017 all’interno della basilica fiorentina, quando un peduccio in pietra serena colpì il turista spagnolo uccidendolo dentro la chiesa, ora tutti assolti gli imputati ‘perché il fatto non sussiste’, formula con cui cade l’accusa di omicidio colposo per mancanza o contraddittorietà delle prove di omicidio colposo.

Gli imputati erano l’allora presidente dell’Opera di Santa Croce Irene Sanesi, il presidente che l’aveva preceduta nell’incarico Stefania Fuscagni, il segretario generale Giuseppe De Micheli e il tecnico responsabile Marco Pancani. Il pm Benedetta Foti aveva chiesto la condanna per tutti per omicidio colposo, 9 mesi per Irene Sanesi, 1 anno per Stefania Fuscagni, 1 anno e 6 mesi per il segretario generale Giuseppe De Micheli e per il tecnico responsabile Marco Pancani. La famiglia del turista deceduto non si era costituita parte civile dopo un risarcimento di 2 milioni e 250.000 euro avuto dopo la fine delle indagini.

Una sentenza “che riconosce il valore dell’impegno per la cura e la tutela del complesso monumentale”. Così in una nota l’Opera di Santa Croce dopo l’assoluzione delle sue ex presidenti Irene Sanesi e Stefania Fuscagni, del segretario generale Giuseppe De Micheli e del tecnico responsabile Marco Pancani, dall’accusa di omicidio colposo.

Quanto accadde, si afferma, “è stato e resta un tragico evento assolutamente imprevedibile, l’Opera di S.Croce non può che rinnovare anche in questa occasione la sua profonda e sincera vicinanza alla famiglia di Daniel Testor Schnell condividendone il grande dolore”.

L’Opera afferma di aver posto “la massima fiducia nell’accertamento della verità, garantendo all’autorità giudiziaria piena collaborazione e trasparenza. Il giudizio di oggi conferma la correttezza di chi ha agito, nei vari ruoli, per la cura del patrimonio di Santa Croce e riconosce la rilevanza dell’attività sempre proficua dell’Opera”.

“L’Ente – prosegue la nota – è sempre rimasto fedele alla missione secolare di tutelare e condividere il valore del prezioso complesso monumentale che costituisce un patrimonio dell’umanità intera. Questo compito continua a essere svolto ancora oggi con la massima cura, indicando, attraverso specifiche direttive, gli obiettivi da raggiungere e assegnando per la loro realizzazione ingenti risorse economiche”.

“Coerentemente con la sua missione di cura, negli ultimi venti anni, l’ente ha scelto di impegnare per la manutenzione ordinaria e straordinaria rilevanti risorse, intervenendo su un’area di circa 12mila metri quadrati dove vengono custodite ben 4000 opere d’arte. Sono stati realizzati ampi e diffusi interventi che hanno interessato il vasto patrimonio architettonico e artistico, sempre agendo in stretta collaborazione, sotto il diretto controllo delle Soprintendenze competenti”.

Rock Contest 2023 | La Finale

Sopravvissute, storie e testimonianza di chi decide di volercela fare (come e con quali strumenti)