Dom 21 Lug 2024
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Trasportatore ucciso a Prato, i fermati tentavano fuga all’estero

Trasportatore ucciso – Stavano cercando di fuggire all’estero, probabilmente in Portogallo, i due cittadini pakistani di 22 e 30 anni fermati su un treno diretto a Torino che venerdì sera hanno rapinato e ucciso un uomo indiano di 59 anni a Seano, frazione di Carmignano (Prato).

I presunti aggressori, individuati tramite le immagini delle telecamere della videosorveglianza, sono stati fermati dai carabinieri con un’indagine di tipo “classico” – coordinata dalla procura di Prato con il capo facente funzioni Laura Canovai e la sostituta Valentina Cosci -, dato che i due si erano disfatti dei cellulari.

Dall’analisi delle immagini gli inquirenti ipotizzano anche che l’uomo non sia morto subito dopo aver ricevuto le coltellate ma sia rimasto agonizzante per circa una mezz’ora, senza riuscire a chiedere aiuto. Ancora nessuna traccia dell’arma del delitto, ma, riferiscono gli investigatori, le banconote trovate in possesso dei due fuggitivi erano macchiate di sangue, con tutta probabilità quello della vittima. Si tratta di diverse migliaia di euro.

I tre si conoscevano: i fermati dovevano aiutare il 59enne nel suo lavoro di compravendita di abiti nel distretto pratese. L’ipotesi è che qualcosa sia andato storto negli accordi economici fra i tre e che da questo sarebbe nata una lite, poi sfociata nell’omicidio.

Era il leader della comunità Sikh di Novellara, nel Reggiano, il 59enne trasportatore indiano Harpal Singh, ucciso a Seano. A riportarlo è la Gazzetta di Reggio che spiega come la vittima fosse molto conosciuto tra l’Emilia e la Lombardia (risiedeva Gonzaga, in provincia di Mantova) essendo stato presidente e fondatore del Gurdwara Singh Sabha di Novellara, uno dei più grandi templi sikh d’Europa. Singh era titolare di un’azienda di autotrasporti a Gonzaga e i due pachistani finiti in manette erano suoi collaboratori.