Toscana: un’intesa in 7 punti per rilanciare l’economia

Toscana

Il Presidente della Regione Enrico Rossi ha proposto un nuovo patto è un nuovo piano per rilanciare l’economia in Toscana e ridurre i danni della crisi nazionale. Firmata oggi, infatti, un’intesa in 7 punti, con il mondo delle associazioni e delle imprese.

Dopo 3 anni l’economia si è fermata: riemersa dalla recessione degli ultimi 6 mesi del 2017, difficilmente la sua crescita si allontanerà dallo zero. Molte incertezze per il 2020 e qualche problema, per effetto traino, si inizia a registrare anche in Toscana che pure era riuscita a conferenza le conseguenze della crisi. La Toscana é la regione che, in Italia, ha retto meglio, seconda solo al Trentino Alto Adige. Ma nonostante questo, si sono viste ridotte le retribuzioni medie, inoltre il reddito disponibile delle famiglie è diminuito di 350€ al mese, poi sono aumentate le disuguaglianze e sono cresciute le famiglie in difficoltà e poveri (143 mila). Per questo motivo sono stati presentati, oggi, presso la sede della Regione sette punti d-intesa con le parti sociali.

Il primo punto riguarda gli investimenti pubblici. Saranno stanziati 8 miliardi, e previsti 110 mila posti di lavoro, 28mila destinati a rimanere a regime e una lunga lista di opere pubbliche. Per questo si intende dotare la Regione di quelle infrastrutture, attese da tempo e decisive per il suo futuro. La terza corsia dell’A11 e dell’A1, la Tirrenica e l’alta velocità Fiorentina. Il completamento della Grosseto/Fano e la bretella per il collegamento con Piombino, il raddoppio della ferrovia Pistoia/Lucca, i raccordi ferroviari tra il porto e l-interporto di Livorno, la Darsena Europa, il rilancio dlle attivit’ logistico portuali, sempre a Piombino. In più sono previsti investimenti nella sanità, per la difesa del suolo, sulla sicurezza sul lavoro, sull’edilizia residenziale pubblica.

Al secondo punto, una staffetta intergenerazionale, d’intesa con le imprese che si impegnino ad assumere giovani con tirocinio di 6 mesi retribuito dalla Regione e un apprendistato successivo di 2 anni. La regione, su quest’ultimo punto, con Rossi, promette incentivi ada finanziare attraverso le maggiori risorse avute dal fondo sociale europeo: 50 milioni di euro in 3 anni. Un intervento sulla formazione con i centri per l’impiego potenziati e che saranno in grado di intercettare la domanda di lavoro. che si attiveranno per la formazione delle figure funzionali alle richieste o carenze espresse dalle imprese. Inoltre, saranno investiti 10 milioni di euro, in 3 anni, per il turismo.

Ancora, investimenti nel digitale a partire dall’industria 4.0. L’obiettivo è raggiungere in 3 anni, 10mila imprese con una spesa di 5 milioni del Fondo sociale europeo. E l’intervento si potrebbe declinare in nuovo bando per progetti di ricerca e sviluppo, da finanziare con parte dei 47,5 milioni di premialità sul Fondo europeo di sviluppo regionale e l’eventuale rifinanziamento del bando servizi qualificati.

Al quarto punto non manca l’economia circolare. La regione intende sostenere le imprese per la chiusura delle filiere produttive: scarti che, opportunamente lavorati, diventano prodotti, più raccolta differenziata e meno rifiuti da destinare alla discarica.

Lanciata anche la proposta di un “Marchio Toscana” per aiutare lo sviluppo della Regione e la sua presenza sui mercati internazionali a sostegno soprattutto delle piccole e medie imprese che li potranno richiedere dal prossimo ottobre: online con una semplice autocertificazione.

Infine, il sostegno al credito. Un contrasto alla recessione della liquidità delle imprese con un nuovo fondo di garanzia e 3 linee di intervento.

Il Presidente Enrico Rossi intervistato da Lorenzo Braccini.

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