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Ven 18 Set 2026
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Toscana, assessora Nardini querelata da Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera

“Sono stata querelata da Galeazzo Bignami, ex viceministro ora capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, perché in un post del 2024 ho ricordato che si è vestito con una fascia nazista al braccio alla sua festa di addio al celibato” scrive Nardini sui social.

Nardini  nel post riproponeva  quella foto e diceva che l’allora candidato sindaco di Pontedera (Pisa) per la destra, Bagnoli, a suo avviso, non avrebbe dovuto invitarlo all’inaugurazione del suo comitato elettorale.

“Intanto sono contenta che ora Bignami consideri offensivo vestirsi da nazista, tanto da querelare, però lo ha fatto lui, non se lo è inventato nessuno” sottolinea ancora Nardini.

“Gli farei anche notare – aggiunge in una nota – che se cerca su Google ‘Galeazzo Bignami vestito nazista’ escono articoli con foto di praticamente tutti i principali giornali italiani e stranieri . Dunque, vorrei sapere: ha querelato pure loro?”

Approfondendo la questione, ho inoltre scoperto che il signor Bignami sta intasando i tribunali con querele inutili come quella contro di me – osserva ancora -. Il punto è che, a botte di querela, prova a impedire che qualcuno ricordi quella vergogna e pensa di mettere a tacere la legittima, e per quanto mi riguarda doverosa in questo caso, critica politica. Una conferma del suo amore per la democrazia, devo dire”

“A nome mio e del Partito Democratico della Toscana esprimo piena e convinta solidarietà ad Alessandra Nardini, assessora regionale della Toscana, che ha reso noto di essere stata querelata da Galeazzo Bignami per un post del 2024 in cui ricordava la fotografia che lo ritraeva, durante una festa di addio al celibato, con una divisa nazista”. Lo dichiara Emiliano Fossi, deputato e segretario del Partito Democratico della Toscana.

“Qui il punto politico è molto semplice – aggiunge in una nota -: un episodio pubblico, documentato e discusso per anni non può essere cancellato né rimosso dal dibattito pubblico a colpi di querele. La critica politica, soprattutto quando richiama fatti già conosciuti e ampiamente raccontati, non può essere piegata attraverso le carte bollate”. Per Fossi, “se l’obiettivo è intimidire chi continua a ricordare quell’episodio e a rivendicare con nettezza i valori dell’antifascismo, con Alessandra non funzionerà. E non funzionerà con il Partito democratico della Toscana”.

“Siamo e saremo al suo fianco – conclude -. La memoria non si querela, i fatti non si cancellano e l’antifascismo non si mette a tacere”.

Solidarietà a Nardini anche dal segretario del Pd di Pisa Giovanni Russo: “È grave e allarmante l’utilizzo della via giudiziaria – sottolinea – di fronte all’esercizio della critica politica e alla rievocazione di fatti ed episodi reali che appartengono alla memoria e alla cronaca del nostro Paese. Il tentativo di mettere il bavaglio o di intimidire chi richiama i principi dell’antifascismo e i valori costituzionali è inaccettabile. Ad Alessandra Nardini va il mio pieno sostegno e quello di tutto il Pd pisano: le querele non ci intimidiranno, saremo sempre a difesa dei valori costituzionali e dell’antifascismo”.