Tangenti Anas, chiuse indagini:  tra 19 indagati ex vertici compartimento Toscana

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La procura di Firenze ha notificato a 19 indagati l’avviso di chiusura indagini dell’inchiesta per corruzione su lavori Anas dove ex vertici del compartimento della Toscana avrebbero percepito mediamente il 3% del valore delle commesse affidate a ditte private.

L’inchiesta è stata promossa con ipotesi di reato, a vario titolo, di corruzione, estorsione, associazione a delinquere, ricettazione, falsa testimonianza. L’atto di chiusura ha raggiunto tra gli altri Antonio Mazzeo, capo del compartimento Anas Toscana; Roberto Troccoli capo del servizio amministrativo dello stesso compartimento; Nicola Cenci, direttore operativo; più una serie di imprenditori, legali rappresentanti e soci di imprese impegnate in lavori stradali ed edili con Anas.

Secondo l’inchiesta i pubblici ufficiali avrebbero percepito un valore medio del 3% sugli importi delle commesse assegnate alle ditte, a volte con lavori di urgenza che tali non erano. Le utilità sarebbero state corrisposte sia in denaro, sia con svolgimento di prestazioni professionali, sia con l’offerta di pranzi e cene per un valore di 30-40.000 euro complessivo.

Secondo i pm Mione e Monferini addirittura Mazzeo si sarebbe fatto ristrutturare un immobile. I fatti indagati arrivano fino al 2015. Per gli inquirenti, su Mazzeo e Troccoli vertevano una serie di attività corruttive illecite che hanno perfino riguardato imprese della Sicilia. Ditte che sarebbero riuscite a realizzare, col loro sostegno, interessi imprenditoriali in Toscana acquisendo appalti pubblici stradali del Compartimento Anas.

La liquidità ottenuta con questi lavori avrebbe però originato ulteriori illeciti per i quali è stato costituito un fascicolo-stralcio inviato alle procure siciliane interessate. Il fascicolo ”siciliano” coinvolge pure l’ex assessore regionale Ester Bonafede, indagata col marito Carmelo Carrara, ex magistrato, “cointeressato” nelle vicende di un”impresa siciliana attiva in Toscana e di cui gli inquirenti evidenziano le relazioni politico-istituzionali con cui si sarebbe accreditato con Mazzeo e Troccoli proponendosi come “facilitatore”.

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