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Ven 3 Lug 2026
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Sgombero all’Acca di Seano: tensione tra polizia e lavoratori dopo il presidio sindacale

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Sgombero all’Acca di Seano: tensione tra polizia e lavoratori dopo il presidio sindacale
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Ancora tensione davanti ai magazzini Acca di Seano, frazione di Carmignano nel Pratese. All’alba la polizia ha sgomberato il presidio dei lavoratori in protesta contro la chiusura dell’azienda, poi ci sono stati momenti di scontro davanti ai cancelli.

SEANO (Carmignano) L’ennesima giornata di alta tensione nel distretto multiculturale pratese della moda, al centro del delicato equilibrio tra legalità, diritti del lavoro e tenuta economica. All’Acca di Seano, il più grande polo logistico cinese del territorio, all’alba di venerdì le forze dell’ordine hanno sgomberato il presidio organizzato dal sindacato Sudd Cobas davanti ai cancelli dell’azienda, che andava avanti da 15 giorni. Poco dopo alcuni manifestanti hanno tentato di rientrare nell’area industriale e ci sono stati momenti di tensione e tafferugli con la polizia.

Lo sgombero è stato eseguito nell’ambito di un provvedimento della Procura di Prato. L’indagine riguarda alcuni esponenti italiani del Sudd Cobas, denunciati da decine di imprenditori cinesi con l’ipotesi di violenza privata. Secondo le aziende, il presidio avrebbe impedito per giorni il recupero delle merci custodite nei magazzini, causando ingenti danni economici.
“Oggi ha vinto lo Stato, ha vinto la legalità e il diritto”, commenta l’avvocato Nunzio Giudice, che assiste una trentina di imprese del pronto moda. Il legale spiega di aver presentato numerose denunce dopo che, a suo dire, i rappresentanti sindacali gli impedivano l’accesso allo stabilimento per ritirare la merce. “Oggi ha vinto la mafia. Perché lo Stato – replica Luca Toscano del Sudd Cobass – va in suo soccorso. Oggi festeggiano i caporali, gli sfruttatori, gli evasori fiscali”.

La vicenda resta legata alla crisi della Acca, società già coinvolta in un’inchiesta della Procura Europea e della Guardia di finanza per presunte frodi fiscali e doganali. Il 20 giugno l’azienda aveva annunciato la cessazione dell’attività, aprendo una vertenza che interessa circa cento lavoratori.

Lo sgombero ha acceso anche il confronto politico. Per Alleanza Verdi e Sinistra si rischia di criminalizzare le proteste sindacali, mentre il deputato del Partito Democratico Christian Di Sanzo definisce lo sgombero “una decisione sbagliata”, sostenendo che servivano dialogo e confronto.

NELL’AUDIO IL SERVIZIO DI GIORGIO BERNARDINI