Rom: “Il censimento degli insediamenti è discriminatorio ed anticostituzionale”

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Rom: “Il censimento degli insediamenti è discriminatorio ed anticostituzionale”
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Il 16 luglio scorso, il ministro Salvini ha inviato una direttiva ai prefetti (16012/110) che ha per oggetto “Insediamenti di comunità Rom, Sinti e Caminanti”: entro il 2 agosto, ciascuna prefettura dovrà inviare al Ministero degli interni una nota indicante gli insediamenti abitati da rom sinti e caminanti presenti sul proprio territorio di competenza. In molte aree abitate da questa minoranza si sono già registrate le visite delle forze dell’ordine che domandano il numero di persone presenti.

Ne abbiamo parlato con lo storico ed esperto dei diritti delle minoranze, prof. Luca Bravi. “Il censimento -dice Bravi- ciò che non risolve i problemi reali, genera odio diretto su un gruppo specifico e questo rende la situazione pericolosa per i singoli individui. Un’azione inutile non si limita infatti a non generare effetti, ma crea l’incremento della conflittualità sociale e la ricerca costante del capro espiatorio cui addossare colpe. È il consueto percorso del razzismo che si nutre dell’incapacità politica e l’incapacità politica è tale quando si attivano conteggi, ma non si stanziano fondi specifici per rispondere al problema che si intende misurare. Possiamo pure conteggiarli altre cento volte, il problema è appunto l’incapacità politica che si nutre solo di slogan. Bisognerebbe tradurre il tutto in pratica politica positiva, perché vedete, l’odio, quello che stiamo fomentando da decenni (forse da secoli), è già bandito dalla politica grazie alla Costituzione, basterebbe applicarla ed eliminare l’inutile vocio di sottofondo” .

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