Il treno della Memoria partirà dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze il 23 marzo: arrivo in Polonia ad Oswiecim (Auschwitz) alle 8 del mattino successivo. Sul treno ci saranno 413 studenti di 46 scuole di tutte le dieci province toscane, 51 insegnanti, una quarantina di universitari degli Atenei di Firenze, Pisa, Siena
. Un viaggio-studio, preceduto e preparato attraverso incontri nelle scuole e con il coinvolgimento delle e degli insegnanti. L’ultima volta era stata nel 2019. Poi la pandemia aveva fermato tutto. il 23 marzo riparte il Treno della memoria toscano: è la dodicesima volta da quando nel 2002 la Regione, allora pioniera, decise di portare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado e poi anche dell’Università ad Auschwitz e Birkenau per non dimenticare e per capire, per ascoltare dai sopravvissuti e per vedere di persona i luoghi dell’orrore di quello che sono state le deportazioni nazifasciste
Il treno della memoria partirà dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze il 23 marzo: arrivo in Polonia ad Oswiecim (Auschwitz) alle 8 del mattino successivo. Per la partenza lunedì prossimo, alla Palazzina Reale, ci saranno i saluti istituzionali, con l’intervento del presidente della Toscana Eugenio Giani e dell’assessora all’istruzione e alla cultura della memoria Alessandra Nardini che parteciperà anche al viaggio. Sul treno ci saranno 413 studenti di 46 scuole di tutte le dieci province toscane, 51 insegnanti, una quarantina di universitari degli Atenei di Firenze, Pisa, Siena e di Unistrasi insieme a rappresentanti delle comunità deportate e alle associazioni antifasciste che saranno protagoniste di dieci laboratori di approfondimento sul treno. In Polonia si aggiungeranno Andra e Tatiana Bucci, le sorelle sopravvissute all’orrore di Birkenau, che già hanno partecipato a molte altre edizioni del Treno della memoria. Con loro arriverà anche Ugo Caffaz, mente e cuore del Treno della memoria della Regione Toscana, riconfermato da Giani consigliere per le politiche della memoria.
“Questo nuovo viaggio del Treno della memoria – osserva Giani – assume una significato ancora più speciale. Da un lato i testimoni diretti dell’orrore nazifascista sono sempre meno, dall’altro nel mondo la violenza, la guerra e la sopraffazione tornano a dominare la convivenza globale. In questo scenario la Regione Toscana” “rinnova il suo impegno a trasmettere alle nuove generazioni il senso, finché siamo in tempo di tirarsi fuori da ideologie distruttive, attraverso l’approfondimento e la conoscenza diretta degli abissi in cui è caduta nel passato l’umanità per riaffermare i valori della pace” e del “rispetto dell’altro”. “Siamo orgogliosi di continuare a investire in un’iniziativa che ha un valore educativo e civile straordinario. Viaggi come questo non sono una ‘gita’”, ma “un pellegrinaggio laico” le parole di Nardini. Il viaggio è realizzato in collaborazione con la Fondazione Museo e centro di documentazione della deportazione e resistenza – Luoghi della memoria Toscana. Rientra nel programma Giovanisì ed è parte del progetto Tracce di memoria 2026 finanziato dalla Regione con fondi europei Fse+, che prosegue fino a dicembre.

