Qualità della Vita: Sole 24 Ore, Firenze perde dieci posizioni

Firenze

Il capoluogo è comunque la prima toscana in classifica. Siena è al 26 posto ma perde 15 posizioni, Livorno 37 (-20) Pisa al 54 (-7), Prato al 55 (-17). solo Lucca migliora passando dal 54° posto al 43

Come ogni anno l’indagine del Sole 24 Ore scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all’ultimo anno appena trascorso. Milano vince la 29ª edizione della Qualità della vita. Un risultato inedito nell’indagine annuale del Sole 24 Ore. La provincia si piazza ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere e conquista così lo scettro di provincia più vivibile d’Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016.  Milano svetta negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi.

Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l’iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza (scippi, borseggi e rapine) e l’indice di litigiosità nei tribunali. Al secondo ed al terzo posto si piazzano Bolzano, in risalita dalla quarta posizione del 2017, e Aosta, in discesa di una posizione dallo scorso anno.

In coda alla graduatoria, invece, si ritrova Vibo Valentia. È la quarta volta che compare sul fondo, circondato da numerose città del Sud. La città è penalizzata dalle performance legate alla giustizia, ai servizi e alle variabili reddituali. Ultima per durata media dei processi e pendenze ultra-triennali nei tribunali, registra anche una delle più basse spese medie degli enti locali per minori, disabili e anziani. In controtendenza i risultati della città sul fronte del turismo, con una permanenza media nelle strutture ricettive tra le più lunghe e un mercato molto accessibile per l’affitto di case.

Resta stabile la qualità della vita nella Capitale. Roma si piazza al 21° posto, in linea con l’anno precedente (24° posto) in cui il numero di province saliva da 107 a 110. La ricchezza viene confermata dal dato medio dei prezzi delle case, in media il più elevato d’Italia, e dalla maggiore propensione agli investimenti fotografata dall’elevata percentuale di impieghi sui depositi. Pesano purtroppo sulla città il numero dei protesti pro capite, l’indice di litigiosità nei tribunali e le denunce per reati legati agli stupefacenti.

Tra le altre grandi città, più a sud spicca la risalita di Napoli che conquista 13 posizioni: nonostante continuino a peggiorare le performance legate a Giustizia e sicurezza e Affari e lavoro, la città festeggia il miglioramento sul fronte della ricchezza e dei consumi, grazie ai prezzi di vendita delle case. Migliorano anche Venezia, Torino, Catania, Bari e Bologna, in controtendenza solo Genova e Firenze che perdono rispettivamente otto e dieci posizioni.

“Tonfo di Firenze nella classifica della Qualità della vita stilata dal Sole 24 ore.”
Così il M5s in merito all’indagine pubblicata dal “più autorevole quotidiano economico italiano”. secondo la quale “l’area di Firenze perde ben dieci posizioni rispetto allo scorso anno”.
“Ogni numero – spiegano i consiglieri regionali del M5s Giacomo Giannarelli, Andrea Quartini, Gabriele Bianchi, Irene Galletti e il consigliere comunale di Firenze Arianna Xekalos – va preso con le giuste cautele e tutto è interpretabile, ma il dato di fatto resta: Firenze e le sue periferie soffrono una evidente e preoccupante retromarcia nella qualità della vita.”

“Questo, a nostro avviso, non può che essere figlio di scelte amministrative sbagliate. I fiorentini meritano scelte di ampio respiro. Decisioni dettate dal buonsenso e dalla capacità amministrativa d’interpretare i bisogni della gente e dare risposte puntuali. Per fortuna – concludono – tra pochi mesi si vota.”

“Le classifiche sono un gioco suggestivo ma la lettura dei dati va fatta con attenzione e nello specifico, per non cadere nell’errore di giudizi avventati, come per una precedente classifica rivelatasi errata, o di commenti disfattisti, mentre la qualità della vita qui è per molti aspetti più che soddisfacente” afferma invece  Benedetta Albanese, consigliera delegata della Città metropolitana di Firenze. La Città metropolitana ricorda, in una nota, che se guardiamo le classifiche tematiche Firenze è al 16mo posto (+23 rispetto al 2017) per ‘ricchezza e consumi’. In particolare, la provincia di Firenze è tra quelle con il Pil pro capite più elevato: al 5/0 posto subito dopo Milano, Bolzano, Bologna, Modena, a pari merito con Parma. Nella classifica ‘Affari e lavoro’ Firenze è in crescita (migliorando di 8 posizioni rispetto al 2017) e sale al 20mo posto, con un tasso di occupazione del 69,3% nel 2017 che la pone al 5/o posto nazionale a pari merito di Parma. E’ invece seconda in classifica per quanto riguarda l’indicatore ‘Cultura e tempo libero’. Per la voce ‘Ambiente e servizi’ Firenze è all’11mo posto. Il dato meno positivo è quello relativo a ‘Giustizia e sicurezza’, che riguarda i tempi dei processi, gli indici di litigiosità e i casi di microcriminalità e dove incidono in particolare i delitti connessi agli stupefacenti e i dati su ‘scippi e borseggi’, dove Firenze condivide le ultime posizioni con altre città a forte pressione turistica come Venezia, Roma e Pisa.

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