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Gio 5 Feb 2026
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Porcari, famiglia uccisa da monossido: sequestrati casa e caldaia nuova. 34 anni fa una tragedia analoga

Sequestrata la casa di Porcari (Lucca) dove una famiglia di quattro persone è stata sterminata da esalazioni di monossido di carbonio ieri sera. Sotto sequestro anche la caldaia che, secondo i primi accertamenti, era nuova. 

I carabinieri hanno apposto i sigilli. La famiglia (Arti Kola, 48 anni, operaio, la moglie Jonida 43 anni, casalinga, il figlio Hajdar 22 anni, elettricista, e la figlia Xhesika 15 anni, studentessa) stava facendo lavori alla casa. Secondo quanto ricostruito, la caldaia si trova dentro l’abitazione e costituisce impianto di riscaldamento autonomo. Era sotto garanzia, ma è verosimile – nel prosieguo degli accertamenti – l’affidamento di una perizia, non solo sulla caldaia ma anche sui tubi, in particolare su quelli di scarico dei gas all’esterno della casa. “Quando mi hanno avvertito non ci volevo credere. E’ un fatto scioccante per tutta la nostra comunità”, è il commento del sindaco di Porcari Leonardo Fornaciari” 

La tragedia di ieri ha riportato alla mente nel comune della Piana lucchese, un episodio analogo a quello di ieri, accaduto quasi 34 anni fa. Anche allora, il 28 febbraio 1992, morirono quattro persone, un’intera famiglia, per le esalazioni di monossido di carbonio, sprigionatesi da una caldaia a metano, per un difetto di funzionamento della canna fumaria. A perdere la vita furono Raffaello Malanca, autista del Comune 46enne, la moglie Piera Calistri, casalinga di 45 e le figlie della coppia, Ilaria e Greta di 17 e 14 anni, entrambe studentesse.

     L’episodio viene commentato anche sui social dai cittadini di Porcari sotto il post del sindaco Leonardo Fornaciari nel quale il primo cittadino dà notizia della tragedia avvenuta ieri sera, ricordando quanto già accaduto nel 1992. “Purtroppo ricordo la famiglia Malanca li conoscevo..mi sono tornati subito in mente”, “Anche a me è subito venuta in mente Ilaria e la sua famiglia”, alcune delle reazioni.

     Allora a trovare i corpi fu il fidanzato della figlia più grande che arrivato nella villetta per il pranzo, non aveva trovato nessuno ad aprire la porta e dette l’allarme ai vigili del fuoco. I pompieri, entrando nella casa, trovarono la madre e le figlie ancora nei loro letti, il padre era steso a terra in bagno. Già nei giorni precedenti alla strage, tutti avevano accusato nausea e stanchezza, tranne il nonno, Giuseppe Malanca, che si era sentito male e venne ricoverato in ospedale per un’embolia polmonare, scampando così alla tragedia.