“Morandi era un grande innovatore, realizzava progetti anche azzardati ma presupponendo che ci fosse un controllo accurato” interviene il professor Siviero, su ponte all’Indiano Borri afferma: “il ponte è in acciaio per favore non cominciamo la caccia alle streghe”.
“In italia sembra si stia sviluppando una psicosi verso qualsivoglia opera in cemento” interviene Claudio Borri, docente di scienze delle costruzioni a Firenze, “ponte all’Indiano è sicuro basta allarmismi, il ponte è in acciaio per favore non cominciamo la caccia alle streghe”.

“Qualcuno dice che è un ponte che è nato malato, è un ponte nato gracile, ma si sapeva. Morandi ha usato stralli in calcestruzzo armato precompresso al posto dell’acciaio armonico”, continua Siviero “che dal punto di vista teorico è una genialità, però il calcestruzzo nel tempo ha bisogno di protezione. Le cavolate che il calcestruzzo vive 50 anni sono destituite di fondamento, il problema è la manutenzione”.
“E’ stato sottovalutato l’incremento di carichi e la ‘fatica’ del calcestruzzo, un materiale che dopo decine di milioni di cicli di carico e scarico degrada e la cui resistenza può ridursi alla metà. Non c’è un pericolo generalizzato. Oggi bisogna progettare una sostituzione con un ponte strallato, metallico, con concezioni moderne”, conclude Siviero.
Trovate l’intervista completa qui: https://www.controradio.it/podcast/psicosi-ponti-lindiano-e-sicuro-basta-allarmismi/

