Uffizi, protesta dei precari ‘lasciati a casa’ dopo cambio gestione servizi

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    Uffizi, protesta dei precari 'lasciati a casa' dopo cambio gestione servizi
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    Anni ed anni vissuti da precari, e poi un cambio di appalto e  – di punto in bianco – lasciati a casa. Si può riassumere così la vicenda che riguarda decine di lavoratori e lavoratrici in appalto delle Gallerie degli Uffizi, dei Musei fiorentini sotto la Direzione Regionale Musei Toscana e dell’Opificio delle Pietre Dure. Si tratta del personale addetto a sorveglianza, accoglienza, biglietteria, bookshop, guardaroba.

    Il problema è esploso a seguito dell’ultimo cambio di appalto che ha visto a Settembre del 2025 uscire dalla gestione dei servizi la società Opera Laboratori Fiorentini SPA, società che si era aggiudicata l’appalto fin dal 2006. A subentrare è stata la CoopCulture. Il cambio di appalto è stato gestito in modo che solamente i lavoratori assunti a tempo indeterminato conservassero il posto di lavoro con l’assunzione da parte delle società subentranti.

    “A rimanere escluso è stato il vero e proprio “esercito di precari e precarie” formatosi in quindici anni di gestione scellerata dell’appalto. Tra di loro ci sono persone che hanno lavorato in questo appalto per più di dieci anni senza mai vedersi riconoscere un contratto a tempo indeterminato. A questi lavoratori e lavoratrici dopo il danno è arrivata la beffa. Non solo hanno dovuto trascorrere anni tenuti continuamente in bilico da una successione incredibile di contratti a scadenza, ma si sono ritrovati ad essere invisibili ed esclusi nel momento in cui si trattava di garantire la continuità occupazionale di tutti e tutte” denuncia il sindacato Sudd Cobas. Che   ha richiesto un incontro urgente a Opera Laboratori Fiorentini, CoopCulture, Ales spa, e Gallerie degli Uffizi. 

    “Alle lavoratrici ed ai lavoratori rimaste escluse deve essere subito garantito un lavoro degno e stabile. Gli appalti pubblici non devono più essere fabbriche di precari” dice Siudd Cobas che annuncia una manifestazione per il 4 Gennaio proprio davanti al Museo degli Uffizi, promettendo “battaglia fino al ritorno a lavoro di tutti e tutte a tempo indeterminato”