Affollamento al 165%, trasferimenti che implicano un pregiudizio ai contatti con i propri famigliari, educatori e organico di polizia insufficienti, infiltrazioni d’acqua, suicidi e atti di autolesionismo in aumento. È il ritratto impietoso che la Camera Penale di Firenze fa di Sollicciano, divenuto simbolo nazionale di una crisi strutturale e umanitaria legata alle carceri italiane. La relazione sarà presentata in occasione de “Lo stato generale dell’esecuzione penale. Anatomia di un disastro: analisi e proposte”, convegno promosso dall’Unione delle Camere Penali Italiane che si terrà a Firenze questo sabato. Un appuntamento che riunisce avvocati, magistrati, accademici e rappresentanti del Parlamento e del Governo, e precede il cruciale pronunciamento della Consulta del 22 settembre sulla sospensione della pena in caso di degrado estremo che vìola la dignità umana.


