Oggi, in occasione del Giorno della memoria, la posa nel luogo diventato sede della Scuola superiore della magistratura. Un ‘omaggio’ reso possibile dal lavoro di ricerca degli studenti di due classi della scuola media Rodari insieme alla professoressa Nicole Riva e Barbara Trevisan, quest’ultima componente del Comitato della memoria di Scandicci.
Tutto è nato da una lezione di storia sull’uso delle fonti: digitando la parola Scandicci nel portale dello Yad Vashem, venne fuori il nome della donna, Corinna Mieli, nata a Livorno il 19 febbraio 1866. Qualcuno, è poi emerso col tempo, aveva omesso il primo nome, Rebecca, si pensa per nasconderne le origini ebraiche e provare a salvarla.
Le ricerche di ragazzi e insegnanti sono proseguite attraverso le comunità ebraiche di Livorno e, soprattutto, Firenze dove fu recuperato un documento, risalente al dopoguerra, in cui il tutore dell’anziana chiedeva sue notizie. “Nel documento – afferma Trevisan – c”era scritto che questa donna era stata prelevata dagli agenti del comando tedesco a Firenze, quindi si presume che ci sia stata una spiata, che sia stata venduta. Non abbiamo prove, ma i dubbi ci sono”.
Quindi la consultazione degli archivi di Auschwitz, Bad Arolsen in Germania e Castelpulci. Qua il ritrovamento di una cartellina su Corinna Mieli, con scritto ‘demente pagante’,ma priva di documenti al suo interno. Poi il ‘ritorno’ a Livorno e l’invio del certificato dello stato civile, dove per la prima volta c’è scritto il nome completo: Rebecca Corinna Mieli. “Ci sono storie nascoste che sfuggono alla conoscenza anche delle associazioni e del Comune – commenta la sindaca di Scandicci Claudia Sereni -. Abbiamo avuto il bisogno dei ragazzi delle scuole e credo che anche questo sia un grande valore”Scandicci


