Alla Pam di Pontedera due lavoratori vengono trasferiti a Fosdinovo, a cento chilometri di distanza. La Filcams CGIL parla di “licenziamenti mascherati” senza confronto sindacale e proclama sciopero e presidi in Toscana.
Continuano comportamenti che sembrano gravemente lesivi dei diritti dei lavoratori alla Pam. Avevamo già avuto modo di parlare dell’ormai tristemente famoso “test del carrello”. Era accaduto in un supermercato a Siena e poi di nuovo a Pisa. Un controllore della Pam nasconde della merce alla cassa e poi provvede a licenziare l’ignaro cassiere che non si è accorto del furto. A Siena, il Giudice del lavoro ha reintegrato il lavoratore licenziato, a Pisa è attesa a giorni la sentenza. Ma ora la Pam torna a suscitare proteste ed indignazione, questa volta a Pontedera. Qui due lavoratori, un uomo di 65 anni e una donna di 47, con un percorso decennale all’interno della stessa Pam, hanno ricevuto la lettera di trasferimento. Il prossimo 8 giugno dovranno lasciare il supermercato di Pontedera per andare a cento chilometri di distanza, a Fosdinovo. Anche in questo caso, lavoratori e sindacati sono immediatamente insorti. Per la Filcams Cgil si tratta di «licenziamenti mascherati». Sabato mattina c’è stato uno sciopero ed un presidio davanti al punto vendita. L’azienda si difende parlando di trasferimenti dovuti a «risultati economici fortemente negativi» nel negozio di Pontedera. Mentre nei giorni scorsi sono stati assunti «sei nuovi dipendenti a tempo determinato» nello stesso supermercato. I trasferiti sono il primo prossimo alla pensione e la seconda una lavoratrice part-time. Per i sindacati, il trasferimento è una spinta per generare turn over, mentre al negozio di Pontedera sono attese nuove assemblee tra dipendenti, e i due lavoratori coinvolti decideranno come agire. L’on. Emiliano Fossi, segretario regionale del Pd, ha annunciato un’interrogazione al Ministro del Lavoro.


