Mentre il 2026 ha già segnato il record assoluto di temperatura per i mari e gli oceani a livello globale a causa della crisi climatica, l’ultimo rapporto del progetto “Mare Caldo” di Greenpeace Italia rivela che anche i mari italiani continuano a scaldarsi, con ondate di calore fino a 40 metri di profondità, fenomeni di necrosi o sbiancamento su gorgonie e coralli, e l’espansione di specie termofile e aliene. Il report analizza i dati raccolti nel 2025 in 14 stazioni di monitoraggio italiane. Il caso più significativo è quello dell’Isola d’Elba, l’unica area non protetta della rete di monitoraggio del progetto “Mare Caldo”.
Riccardo Martellucci, ricercatore dell’OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), che ha curato una parte del report Mare Caldo.


