Nulla di fatto al tavolo regionale per una vertenza molto complicata che investe il cantiere di Marina di Carrara che occupa poco meno di 500 dipendenti (erano 550 ad inizio anno), 1500 i lavoratori dell’indotto”.
The Italian Sea Group, produce luxury yacht lunghi fino a 140 metr, in collaborazione con marchi di grande prestigio internazionale: Admiral, Perini Navi, tra gli altri. Per dare un’idea della crisi, da inizio anno il patrimonio sociale è passato da 26 milioni e mezzo di euro fino a sotto la soglia minimaammessa di 50mila euro. Nel frattempo, a luglio, il fondatore, l’imprenditore napoletano Giovanni Costantino si è dimesso, non prima di aver espulso o querelato alcuni manager dell’azienda, accusandoli di aver celato la reale entità del tracollo economico. Costantino ha anche immesso 25 milioni di euro nel patrimonio, con un piano di totale riorganizzazione del cantiere e depositando al tribunale di Firenze una domanda di accesso a una procedura di regolazione della crisi .
Nel frattempo si cercano soggetti interessati a entrare nel capitale sociale o a rilevare gli asset del gruppo.
Da parte loro i sindacati chiedono intanto di ricorrere al Contratto di Solidarietà che garantirebbe la salvaguarda dell’occupazione, un forte sostegno al reddito e preserva un patrimonio strategico di competenze professionali e capitale umano, sulla base di una rotazione equa, trasparente e completa su tutti i dipendenti interessati e sul rispetto dei diritti (ferie, permessi, tredicesima e mensilità aggiuntive) oltre alla la piena tutela delle spettanze contrattuali.
NELL’AUDIO: Valerio Fabiani, responsabile crisi industriali Regione Toscana e Umberto Faita della Fiom CGIL di Masssa


