Fofana Amara è l’uomo che ha ispirato il film “Io Capitano” di Matteo Garrone. Era presente al decennale di Bethesda, il Centro di Accoglienza Straordinaria nato a Villa Pettini A Montevarchi in risposta all’appello lanciato da Papa Francesco nel settembre 2015 affinché ogni comunità cristiana accogliesse una famiglia di profughi. La struttura — che è cresciuta nella collaborazione tra Fondazione Giovanni Paolo II, Punto Famiglia Villa Pettini OdV, Qoelet impresa sociale — ha rappresentato fin dall’inizio una “piccola opera segno”: attenzione, centralità della persona e la scelta di accogliere solo nuclei familiari.
Fofana amara fa raccontato la sua storia di migrante arrivato dalla Guinea in Italia a soli 15 anni a bordo di un barcone con altre 250 persone. Dopo lo sbarco, è stato arrestato come scafista, nonostante le testimonianze lo descrivessero come colui che ha salvato i passeggeri. Ha trascorso due mesi in carcere, poi accolto in una comunità per minori a Catania dove ha ripreso gli studi: ha imparato l’italiano, ottenuto la licenza media e poi frequentato l’istituto nautico. Ha lavorato come skipper per persone con disabilità.
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