Firenze, trentasei anni dopo pronta la variante per il Poggetto

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    Firenze, trentasei anni dopo pronta la variante per il Poggetto
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    Trentasei anni dopo la colata di cemento che sfigurò la collina del Poggetto, l’amministrazione comunale fiorentina è prontata ad approvare la variante urbanistica per la rinascita dell’area.

    Trentasei anni fa la colata di cemento che cambiò il volto di una delle colline della città di Firenze. Subito noto come “il mostro del Poggetto“, suscitò sdegno, polemiche, scandalo tra i residenti e lunghe cause in Tribunale. Ora l’ultima variante in Palazzo Vecchio è pronta ed aspetta solo di essere approvata. Nel frattempo però su prescrizione della Sovrintendenza le cinque palazzine che prenderanno il posto dello scheletro di cemento rimasto lì immobile per decenni, dovranno avere il tetto a falda, come i tetti fiorentini. Non dunque piatti, come un “cubo”, nero o di un altro colore. Il via libera dovrebbe arrivare dalla commissione entro marzo e dal Consiglio comunale entro aprile. Poi via libera alle domande dei privati per costruire. Questo vuol dire che dopo l’estate potremmo già vedere le ruspe al lavoro per abbattere la colata di cemento armato visibile ancora oggi. Siamo in via Burci e qui non vedremo più un blocco unico ma cinque palazzine non più alte di undici metri e mezzo. Dunque, nei desiderata dal Comune, meno costruzioni, più verde, parcheggi, appartamenti con una parte dedicata al social housing e dunque ad affitto calmierato. Per il prossimo 10 marzo la Sindaca di Firenze Sara Funaro ha di nuovo convocato tutti i partiti di maggioranza che sostengono la sua amministrazione e i presidenti dei Quartieri per tornare sul documento prodotto dagli stessi partiti per invertire la rotta sull’urbanistica. E si ripartirà proprio dall’idea della quota di social housing perpetua, cioè con un vincolo permanente ad affitto calmierato. Difficile farne una regola, resterà piuttosto una trattativa permanente con i privati.